19h13, 17 ore senza mangiare: la sorprendente ricetta dei centenari italiani per vivere più a lungo

Chi non ha mai sentito parlare del mito della longevità italiana? Tra un bicchiere di vino, una passeggiata in montagna e il profumo del pane appena sfornato, la vita sembra allungarsi magicamente nello Stivale. Ma c’è davvero una ricetta segreta, magari con tanto di orario prestabilito per la cena? La scienza ha deciso di indagare: tenetevi forte e soprattutto… prendete nota dell’orario!

19:13: il “segreto” degli ultracentenari abruzzesi?

Secondo un’analisi meticolosa delle abitudini alimentari di 68 individui, tutti di età avanzatissima – tra novantenni e centenari – residenti nella regione dell’Abruzzo, i ricercatori sono arrivati ad un dato sorprendente (e puntualissimo!): le persone che vivono più a lungo cenano molto presto la sera, intorno alle 19:13. Chiamarla precisione svizzera sarebbe riduttivo! Questi risultati, pubblicati sulla rivista Frontiers of Nutrition, gettano una nuova luce su vecchi consuetudini apparentemente banali.

Cena alle galline e 17 ore a digiuno: ricetta millenaria?

Non solo l’orario della cena si è rivelato anticipatissimo, ma i ricercatori hanno anche osservato che, dopo questo pasto serale, i soggetti restavano a digiuno per più di 17 ore. Il pasto successivo? Solo a metà mattina, generando un intervallo temporale notevole tra i due pasti principali. Niente spuntini notturni… e la dispensa resta chiusa fino al sole alto!

Questa tempistica potrebbe non sorprendere chi mastica un po’ di Ayurveda: secondo questa antica tradizione, infatti, si consiglia di distanziare i pasti di circa 7 ore (il che significa due pasti principali al giorno), molto simile alle abitudini abruzzesi analizzate in questo studio.

Dieta, movimento… e niente zuccheri

Ma attenzione, non conta solo quando si mangia, ma anche cosa si mette in tavola. E qui gli ultracentenari abruzzesi danno scuola:

  • Dieta ricca di vegetali
  • Consumo scarso di carne, prodotti industriali animali e uova
  • Assunzione minima di prodotti zuccherati

A questo si aggiunge un’attività fisica costante durante tutta la vita. Quindi, passeggiate, lavori nei campi o semplici movimenti quotidiani: nulla da invidiare alle mode moderne delle palestre!

Restrizione calorica, metabolismo e altre chicche della longevità

I ricercatori sostengono che queste abitudini non siano soltanto una stravaganza anagrafica, ma parte integrante di un vero e proprio protocollo di benessere: una prolungata restrizione calorica giornaliera (le oltre 17 ore senza cibo) può ottimizzare la risposta metabolica, specie se accompagnata da una dieta vegetale e attività motoria continua.

Attenzione, però, al fascino delle “verità assolute”. Nel riassunto dello studio viene dichiarato che l’ora proposta – 19:13 – ha fatto il giro dei media come rivelazione, ma rischia di essere più un effetto-annuncio che una regola valida per tutti. Ogni territorio ha infatti le sue peculiarità culturali, alimentari e sociali che interagiscono con la longevità.

Oltre all’alimentazione, è fortemente probabile che – se si fosse indagato – questi soggetti vantino anche relazioni umane e sociali soddisfacenti, altro pilastro noto di una vita sana e lunga.

In sintesi, la ricerca restituisce delle basi concrete per uno stile di vita sano, senza promettere la fontana della giovinezza ma ricordando quanto possa essere potente la combinazione tra l’anticipo del pasto serale, una dieta povera di carne e zuccheri, attività fisica costante e, probabilmente, qualche buona risata in compagnia. Se volete tentare la fortuna dei centenari, potete sempre impostare la sveglia alle 19:13… ma, tra noi, l’importante è la costanza. E magari anche un po’ di buon senso italiano!