Il monumento a Roma è stato chiuso giovedì tra le polemiche per la tragica morte sul lavoro.
Il Colosseo è rimasto chiuso al pubblico giovedì 24 settembre, secondo giorno consecutivo di chiusura in seguito alla morte di un giovane operaio caduto da un’impalcatura all’interno dell’anfiteatro.
Andrea Moretti, 22 anni, tecnico specializzato in lavori su corda, è morto mercoledì poco dopo la mezzanotte mentre lavorava all’installazione della nuova illuminazione del monumento in vista dell’inaugurazione del 9 ottobre. Precipitò a circa 10 metri dal secondo ordine dell’Anfiteatro Flavio. I paramedici hanno tentato di rianimarlo sul posto ma non è stato possibile salvarlo.
Secondo gli investigatori Moretti è stato trovato con indosso l’imbracatura di sicurezza ma non agganciato alla corda di fissaggio, che non è risultata rotta. Sul posto in quel momento erano presenti altri due lavoratori, tra cui il cognato della vittima; entrambi sono stati interrogati. La Procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio colposo, inizialmente contro ignoti. I Carabinieri avrebbero sequestrato la documentazione relativa all’appalto dell’illuminazione del Parco Archeologico del Colosseo (PArCo) e sono in corso le verifiche sui registri di formazione degli addetti al cantiere. È stata ordinata l’autopsia.
Chiusura prorogata tra polemiche
La risposta iniziale del Colosseo è stata ampiamente criticata. Mercoledì mattina è stata chiusa solo la sezione del monumento dove è avvenuto l’incidente, mentre il resto del sito ha continuato a ricevere regolarmente visitatori.
Irritata la reazione della Cgil di Roma, che il segretario generale regionale Natale Di Cola ha affermato: “Il Colosseo non si ferma nemmeno di fronte alla morte. È una vergogna”. Il sindacato ha chiesto la chiusura immediata dell’intera area archeologica, aggiungendo che “lo sgomento e il consueto cordoglio non bastano”. A seguito del contraccolpo, il PArCo ha modificato il suo comunicato pubblico per annunciare la chiusura totale della giornata.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha disposto la chiusura dell’anfiteatro “in segno di lutto”, si legge in un comunicato del ministero, in cui si precisa che la chiusura immediata dei cancelli nella notte avrebbe provocato un pericoloso assembramento tra i visitatori già in coda all’esterno. La chiusura è stata poi prorogata a giovedì “fino a nuova disposizione del ministro”, in segno di solidarietà alla famiglia Moretti e ai dipendenti del PArCo.
Reazione politica e sindacale
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha detto che la città è “sgomentata e addolorata”.
Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha espresso le sue condoglianze alla famiglia e ai colleghi di Moretti, dicendo: “Morire a 22 anni è inaccettabile; lo è ancora di più quando accade sul posto di lavoro”.
I sindacati Cgil Roma e Lazio e Fp Cgil Roma e Lazio hanno definito “opportuna” la chiusura ma hanno confermato che giovedì il personale del PArCo resterà in servizio a cancelli chiusi, con la fascia nera al braccio in omaggio a Moretti. I sindacati hanno annunciato nei prossimi giorni un’assemblea generale per rimettere “al centro” della discussione la salute e la sicurezza sul lavoro, avvertendo che “di fronte all’ennesimo morto in un appalto pubblico, la risposta dei lavoratori deve essere unita e ferma”.
A Roma, nell’ultimo anno, i sindacati hanno organizzato fiaccolate sugli incidenti mortali sul lavoro, tra cui uno avvenuto dal Colosseo dopo la morte di Octav Stroici nel crollo della Torre dei Conti lo scorso novembre.
Rimborsi dei biglietti
I rimborsi verranno elaborati automaticamente, ha affermato la direzione del Colosseo in una nota, sottolineando che non è necessario presentare richieste di rimborso individuali o ulteriore corrispondenza riguardante le prenotazioni interessate.
La direzione ha affermato che la chiusura è una “misura eccezionale” adottata dal Ministero della Cultura e, “come tale, non è possibile concedere l’accesso, ripristinare le visite previste per il 23 e 24 settembre 2026, o fare eccezioni individuali”.
Coloro che avevano programmato una visita sono invitati “ad attendere il completamento delle relative procedure e ad astenersi dall’inviare richieste multiple, che potrebbero rallentare i processi amministrativi attualmente in corso”.