Il governo sospende bollo auto per veicoli fino a 80 kW nel 2027, anno delle elezioni, tra le critiche dell’opposizione.
Mercoledì il governo italiano ha annunciato che abolirà la tassa di circolazione (bollo auto) per la stragrande maggioranza delle automobili e di tutte le moto e i ciclomotori nel 2027, mentre l’Italia si avvia verso le elezioni generali previste per il prossimo settembre.
La misura a sorpresa, che per ora si applica solo al 2027, è stata inserita in un decreto sulle accise sui carburanti. Non rientrava tra le modifiche previste dalla riunione del gabinetto di mercoledì, ma si trattava dell’abolizione della bollo auto che ha dominato la successiva conferenza stampa.
Il premier Giorgia Meloni, affiancato dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha affermato che il governo ha “abolito una delle tasse che gli italiani odiano di più”.
Quali veicoli sono interessati
L’esenzione 2027 riguarda le auto con potenza fino a 80 kW – i modelli di piccole e medie dimensioni utilizzati dalla maggior parte delle famiglie per gli spostamenti quotidiani – insieme a tutti i motocicli e i ciclomotori. Secondo Palazzo Chigi si tratta di oltre il 70 per cento delle auto attualmente circolanti sulle strade italiane, ovvero oltre 13,2 milioni di veicoli, più circa 1,1 milioni di moto, per un totale di circa 14,5 milioni di veicoli.
Ogni proprietario ha diritto all’esenzione per un solo veicolo. Meloni ha affermato che il meccanismo rispecchia uno schema utilizzato da un precedente governo di centrodestra per l’imposta sulla proprietà, in base al quale il beneficio si applica anche a chi possiede sia un’auto che una moto, a condizione che solo un veicolo per persona sia idoneo.
Il governo ha detto che non lascerà le regioni italiane, che attualmente raccolgono i fondi bollo auto entrate – di tasca propria, impegnandosi a trasferire fondi per coprire il deficit.
Verrà prorogato dopo il 2027?
Fonti governative affermano che l’esenzione, introdotta tramite un decreto per motivi di urgenza, è destinata a diventare una misura strutturale e permanente dopo il 2027, una volta che il governo elaborerà la legge di bilancio entro la fine dell’anno.
Salvini, nella sua qualità di ministro dei trasporti, ha affermato di sperare che la mossa sia “l’inizio di un processo” e ha indicato il bilancio come un’ulteriore opportunità per ampliarlo, sostenendo che l’attuale sistema di bollo automobilistico è complicato da riscuotere e soggetto a evasione.
Giorgetti, considerato la voce più cauta nelle trattative, ha riconosciuto che la misura sarebbe “inevitabilmente” diventata strutturale ma ne ha sottolineato i limiti: i proprietari di auto elettriche, che non pagano accise sul carburante, non vedranno alcun beneficio dall’esenzione.
Accuse di propaganda elettorale
Meloni ha negato che la mossa fosse una mossa elettorale legata al voto del 2027, insistendo sul fatto che si trattava di una misura strutturale piuttosto che di un regalo una tantum.
Ha detto che il suo governo – già il più longevo nella storia italiana – intende restare in carica per l’intero mandato di cinque anni fino al prossimo settembre e non desidera elezioni anticipate.
Tajani ha rivendicato l’abolizione come una politica di lunga data di Forza Italia, rifiutando i paragoni con la propaganda elettorale e paragonandola invece all’abolizione dell’Imu da parte di Silvio Berlusconi.
Salvini ha accolto con favore la semplificazione pratica che la mossa porterebbe ad un’imposta che, a suo dire, è costosa e difficile da riscuotere.
Reazione politica dell’opposizione
Il governatore del Partito Democratico (PD) della Toscana, Eugenio Giani, ha accusato Meloni di “demagogia elettorale” raggiungendo “un livello sconsiderato di cattiva governance” mai visto “negli 80 anni di storia della Repubblica”, e ha detto che il piano di rimborso del governo è ben al di sotto di ciò che le regioni perderebbero.
Ha detto che la sola Toscana rischia di perdere circa 350 milioni di euro di entrate a fronte di un rimborso promesso di poco più di 100 milioni di euro, definendo “falsa” la richiesta di risarcimento.
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