Villa Priuli Crisanti: un week-end in una località di piacere veneziana



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Nel 16e secolo, quando la Repubblica di Venezia espanse il suo dominio sulla terraferma, molti patrizi veneziani acquistarono possedimenti in quella che oggi è la Regione Veneto. Nelle campagne intorno a Padova, Verona e Vicenza sorsero ville, dove i proprietari potevano sfuggire alla nebbia invernale e al caldo estivo delle città.

In totale sono 3.800, di cui 4 su 5 sono di proprietà privata. I più imponenti sono quelli neoclassici, progettati dai migliori architetti Andrea Palladio e i suoi studenti. Di questi, 24 sono inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, mentre altri stanno lentamente diminuendo.

I proprietari non possono più permettersi gli alti costi di manutenzione, il governo italiano non può fornire sussidi illimitati e il Ministero della Cultura sta mettendo fine a piani di ristrutturazione troppo drastici. Ma alcune ville stanno riprendendo vita trasformandole in hotel di lusso, centri congressi e location per matrimoni e feste, pur conservando il loro carattere originario.

Insieme a 5 colleghi italiani e internazionali ho avuto il piacere di trascorrere un week-end in uno di essi, quello appena restaurato Villa Priuli Crisanti nel comune di Val Liona in provincia di Vicenza.

La villa ebbe origine nel tardo medioevo come posto di guardia, che era detta Villa del Ferro (del Ferro: probabile riferimento alle armi delle guardie). Nel 1536 fu acquistata dal banchiere veneziano Girolamo Priuliche lo fece accuratamente restaurare dall’arch Vincenzo Scamozziallievo del Palladio.

Nei secoli successivi si susseguirono una serie di proprietari, finché una famiglia di commercianti di vino lasciò la casa vuota nel 2002. 20 anni dopo la villa entrò in possesso del Prof. Andrea Crisantiprofessore di microbiologia a Londra e Padova, che tutti in Italia conoscono come l’esperto intervenuto durante l’ epidemia di covid invitava ogni giorno i suoi connazionali a vaccinarsi. Inoltre Crisanti è anche un personaggio pubblico, essendo stato eletto senatore del Partito Democratico nel 2022.

Sotto la cura di Crisanti e della moglie Nicoletta l’edificio cadde in abbandono restaurato e arredato. Le pareti sono state tinteggiate, le finestre tinteggiate e i pavimenti antichi sono stati riportati al loro stato originale. C’erano 11 bagni, riscaldamento a pavimento e opere d’arte antiche e moderne.

Per gli ospiti sono state predisposte camere da letto e un appartamento. Le cantine ammuffite furono ripulite e l’ex (magazzino del grano) al secondo piano fu trasformato in una sala conferenze.

La (la ‘stanza bella’ delle dimore veneziane) era impreziosita da affreschi allegorici del XVIIIemaestro veneziano del sec Giandomenico Tiepolo. Gli arbusti che in vent’anni erano cresciuti selvaggiamente davanti alla villa cedettero il posto all’ordine rigoroso di un classico giardino all’italiana.

È stata aggiunta una piscina, sono stati piantati giovani ulivi che tra qualche anno forniranno olio biologico, una coppia di apicoltori produce il miele dai fiori del parco della villa ed è in cantiere un progetto per produrre anche vino. Con la ristrutturazione dell’ , tradizionale dependance delle case palladiane, il restauro dovrebbe concludersi il prossimo anno.

Ciclisti e pedoni si fermano regolarmente al cancello antistante il viale di cipressi che conduce alla villa, alcuni dei quali entrano anche nel giardino. Crisanti lo permette. «Il cancello resta aperto, perché anche la villa è lì per la gente di qui. Volevo anche riportarlo al suo antico splendore per la comunità e considerarmi il suo amministratore”, dice in una conversazione che abbiamo via WhatsApp, perché il professore è dovuto correre a Ginevra per il suo lavoro.

La sua scelta per Villa Priuli risale agli anni corona, quando abitava nel vicino borgo Vò Euganeodove nel febbraio 2020 cadde la prima vittima italiana, ha condotto una ricerca sull’andamento dell’epidemia.

‘Villa Priuli è autentica. Mentre molte ville venete furono rovinate dalle ristrutturazioni degli anni ’50-’60, ecco la arredi uguali da 500 anni rimasto. Per questo ho voluto restaurarlo in modo conservativo, per riportarlo il più possibile all’anno 1600, ma con i comfort moderni come l’aria condizionata e il riscaldamento.’

La villa ora sembra bellissima, ma ha un prezzo da pagare. L’acquisto ha ca 1,2 milioni di euro costo, e il restauro ancora di più. I costi di manutenzione e gestione sono stimati in circa 120.000 euro annui L’obiettivo di Crisanti è quello di ‘pareggiare’ aprendo la villa agli ospiti paganti.

L’anno scorso si erano limitati a 400 visitatori e 100 pernottamenti, soprattutto stranieri, con gli olandesi sorprendentemente al primo posto. Ora vengono utilizzati anche la grande sala e il granaio, che possono ospitare rispettivamente 100 e 300 persone. Per un matrimonio questo ammonta ad almeno 5.500 euro, un evento aziendale da 4.000 euro e un meeting da 2.100 euro. Caro, sì, ma ottieni quello per cui paghi. I prezzi per il pernottamento – la villa può ospitare 12 persone – dipendono dal giorno e dalla durata e la visita con visita guidata costa 12 euro.

Ci si aspetterebbe che il ruolo di Crisanti come italiano famoso aiutasse per l’affitto, ma secondo il professore è vero il contrario: ‘La mia fama in realtà è contro di me. Molte persone in Italia semplicemente non vogliono riconoscere che il successo può derivare anche dal merito.’ (Con questo si riferisce, tra l’altro, agli attivisti no vax che sostengono senza prove che i soldi per la villa provengono da profitti illegittimi del Covid e l’anno scorso hanno deturpato la villa con slogan come ”.

Dopo la visita ci viene servita una cena con piatti regionali come (stoccafisso ammollato con cipolla bianca, sarde salate, olio d’oliva, latte e formaggio) e (spaghetti freschi) con ragù di cervo.

Accompagnato da una gradita sorpresa proveniente dalle cantine della villa. Durante la pulizia è stata scoperta una scorta di vino dimenticata del precedente proprietario, composta da ben 10.000 bottiglie di Cabernet del 1993, ancora di ottimo gusto.

La giornata si è conclusa con cibo per lo spirito, musica da camera di un ensemble dal simpatico nome Accademia dei Golosi.

La villa si trova nel Colli Bericiuna regione di dolci colline che recentemente era poco turistica ma che ora sta guadagnando la reputazione di meta di ciclisti, escursionisti, pellegrini e buongustai. Accompagnati dal sindaco e da due entusiasti dipendenti, facciamo un breve giro per la città Val di Lionala valle del Liona.

Di fronte a Villa Priuli Crisanti, sull’altra sponda del fiume, si trova la villa, costruita da un dignitario veneziano. Villa Dolfinche è ancora in uso come casa relativamente modesta. In località Pederiva visitiamo il borgo, che risale al 1400 Mulino Dugo Tessaril’ultimo mulino ad acqua della regione che macina ancora saltuariamente la farina di mais per la polenta. Accanto c’è una pista ciclabile che passa davanti ai mulini ad acqua della Valle.

Una sorpresa è la visita alla (cava) dell’azienda locale Grassi Pietre, una delle tante che si aggiudica la Pietra di Vicenza, conosciuta negli ambienti professionali, nei Colli Berici. Questo cava (Acqua 1) è ottenuto dalle varietà Grigio Argento e Giallo Dorato, grigio argento e giallo dorato. Quest’ultimo in particolare è stato utilizzato per secoli nell’edilizia della regione e ha conferito anche alle colonne e alla facciata della Villa Priuli Crisanti il ​​caratteristico colore giallo brillante.

Ma il cava non è solo una fonte di materiali da costruzione. Quando entri, ti senti come se fossi a metà tra un museo e un gabinetto delle curiosità. I corridoi scavati mostrano eroi greci, leoni, sfingi, colonne, piattaforme e mobili estremamente massicci. Si tratta di immagini che l’azienda fornisce da anni, principalmente a clienti americani che volevano dare un tocco classico alla propria casa o al proprio giardino.

Quella moda sembra essere finita, dice il direttore Francesco Grassi, ma nel mondo arabo c’è ancora interesse per i mobili in pietra solida, che la sua azienda ha esposto al famoso Salone del Mobile di Milano.

Un pranzo rustico a base di formaggi locali, salsicce, prosciutto, miele e verdure in salamoia, conditi con vino rosso del vitigno locale riscoperto conclude la visita e ci dà la forza per un viaggio in treno di 5 ore per tornare a Roma.

Per maggiori informazioni sulla villa: www.capriulivilladelferro.it.