La periferia est di Roma è stata scossa da una serie di attentati

La quinta esplosione in una settimana scatena proteste e chiede un rafforzamento della polizia contro la criminalità organizzata nella periferia di Roma.

Un’altra bomba a tubo è esplosa nella periferia est di Roma poco prima della mezzanotte di giovedì 8 ottobre. Si è trattato del quinto in una settimana e dell’ottavo attacco in poco più di un mese.

L’ordigno è esploso in via dei Platani a Centocelle, all’esterno di una concessionaria di automobili nei pressi della stazione Mirti della metropolitana linea C. Diverse auto sono state distrutte e la saracinesca è stata strappata. Nessuno è rimasto ferito. I residenti hanno detto che l’esplosione è stata più forte delle precedenti ed è stata udita nei quartieri vicini. Anche la concessionaria è stata danneggiata da una bomba un anno fa.

L’attacco è avvenuto nel giorno in cui gruppi di residenti, associazioni e partiti politici avevano scelto di protestare contro i bombardamenti, con un corteo seguito da una fiaccolata lungo via Calpurnio Fiamma.

Gli attacchi finora

Due bombe sono esplose a fine agosto in via Casilina, davanti ad un’autonoleggio. Altri due hanno colpito nella stessa notte un panificio a Torre Maura e un’attività commerciale a Due Leoni.

Nell’ultima serie, una bomba ha danneggiato un’attività di noleggio auto in Via Casilina nelle prime ore di sabato 3 ottobre. Un’altra ha colpito un negozio di scommesse in via Bottini, e un’esplosione ha distrutto un’enoteca in via Calpurnio Fiamma. Un ordigno è poi esploso nell’androne di un condominio a San Basilio. La polizia afferma che negli ultimi mesi si sono verificati almeno 10 incidenti simili nella zona e indica anche attacchi che risalgono al gennaio 2025.

Sonda

Gli investigatori hanno sequestrato le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Stanno verificando se gli attacchi sono collegati e se dietro c’è un’unica mente. La Procura antimafia sta indagando su possibili collegamenti già dagli attentati di agosto.

Secondo quanto riportato dai media locali, gli obiettivi sembrano essere collegati a personaggi con precedenti penali o violenze passate, compresi legami con il clan senese. Tra gli altri colpiti figurano aziende senza collegamenti noti con la criminalità, il che rende il modello più difficile da leggere.

Una teoria è una guerra per il traffico di droga tra gruppi consolidati con legami con clan mafiosi e una nuova generazione di spacciatori. Un altro filone di indagine riguarda il motivo per cui le società di autonoleggio vengono prese di mira, con un possibile collegamento con gli spacciatori che utilizzano veicoli a noleggio.

L’arma preferita è solitamente una bomba a tubo fatta in casa, economica da realizzare e difficile da rintracciare.

Reazione politica

Roberto Morassut del Partito Democratico (PD) di centrosinistra ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La zona, ha spiegato a Fanpage, è quella in cui si sono radicati prima il clan dei Casamonica e poi quello dei Senesi. Il compito ora, secondo lui, è stabilire se le grandi reti criminali sono in competizione o in conflitto.

Nicola Franco, capo del distretto di destra di Fratelli d’Italia del Municipio VI, ha detto che “i materiali esplosivi circolano facilmente” nella zona est di Roma. Ha rinnovato la richiesta al prefetto per due “zone rosse”, una tra Tor Bella Monaca e Villaggio Falcone e un’altra che comprenda Borghesiana, Due Leoni e Grotte Celoni. Chiede inoltre maggiori risorse per le stazioni dei carabinieri di Tor Bella Monaca e Tor Vergata e per la questura del Casilino.

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