Migliaia di automobilisti hanno eluso costose assicurazioni con targhe polacche. Ora Varsavia vuole indietro 80 milioni di euro
Passeggia in quasi tutti i quartieri di Napoli e li vedrai: auto e scooter con targa polacca, guidati da persone che non sono mai state vicino alla Polonia. Quella che era iniziata come una soluzione silenziosa all’assicurazione auto più costosa d’Italia è diventata una disputa internazionale per frode, con Varsavia che ha intentato centinaia di cause legali, la polizia italiana che ha controllato i veicoli e un rapporto del Financial Times, ripreso dalla stampa italiana questa settimana, che ha messo la storia di fronte a un pubblico internazionale.
I numeri mostrano la scala. Secondo i dati Aci citati da Il Post, in Italia circolano circa 68mila veicoli con targa polacca. Nella sola provincia di Napoli nel 2025 sono stati iscritti al registro nazionale dei veicoli stranieri 14.066 veicoli con targa straniera, quasi tutti polacchi. Un’associazione di categoria citata dal Financial Times stima che circa 60.000 automobilisti, soprattutto a Napoli e dintorni, siano stati attratti dalla promessa di risparmiare fino al 70% su bollo e assicurazione.
Come funziona lo schema
Il motivo è semplice. Napoli ha alcuni dei premi di assicurazione auto obbligatoria più alti in Italia. Secondo i dati del gruppo consumatori Assoutenti citati da Motor1, la polizza RC media costa circa 617 euro, e può avvicinarsi ai 2.000 euro con gli extra.
La soluzione, così come l’hanno ricostruita investigatori e giornalisti, funziona così. Il proprietario fa rimuovere l’auto dal pubblico registro automobilistico italiano, quindi la immatricola nuovamente in Polonia, spesso tramite un’agenzia intermediaria, e la colloca in un contratto di noleggio a lungo termine con una società di comodo. L’ex proprietario poi “affitta” l’auto e continua a guidarla, ora con una polizza polacca che costa una frazione di quella italiana. In molti casi il veicolo non si muove mai fisicamente. Gli automobilisti descrivono anche benefici collaterali, comprese multe difficili da rintracciare e, come riporta Automoto.it, un modo per aggirare la tassa di circolazione italiana.
Panorama ha citato i conducenti che hanno difeso la pratica. Uno ha detto che costa meno “e non c’è niente di sbagliato”, mentre un altro ha ammesso che “così non si pagano multe”.
La traccia cartacea
Le autorità di entrambe le parti stanno valutando questa pratica già da tempo. Nel 2024, la Guardia di Finanza italiana ha intercettato un pacco proveniente dalla Polonia indirizzato a Napoli contenente 21 targhe polacche, 14 documenti di registrazione e sei contratti di vendita. Gli investigatori polacchi affermano che nessuna delle auto coinvolte era mai stata in Polonia. I carabinieri di Napoli hanno fermato in un’unica operazione 418 veicoli “anomali”, ma sono riusciti a sequestrarne solo 19, perché spesso le pratiche erano tecnicamente valide.
Secondo Automoto.it, la polizia polacca ha arrestato alcuni intermediari accusati di aver certificato falsi controlli tecnici per veicoli che non avevano mai attraversato il confine.
Varsavia presenta il disegno di legge
Il colpo finanziario arriva in Polonia. Quando un veicolo con targa polacca e senza vera assicurazione provoca un incidente in Italia, l’ufficio assicurativo centrale italiano, l’UCI, paga la vittima e poi fattura all’ente equivalente polacco, il PBUK, il fondo nazionale di garanzia per i veicoli non assicurati. Secondo i dati della PBUK, i sinistri pagati per gli incidenti in Italia sono aumentati di quasi 17 volte tra il 2021 e il 2025, superando i 5 milioni di euro solo nel 2025.
Ad agosto, i funzionari polacchi hanno annunciato un’offensiva legale. I media italiani, tra cui Tgcom24, riferiscono che Varsavia ha avviato 500 azioni legali per recuperare circa 80 milioni di euro. Precedenti rapporti di Il Post e altri collocavano la prima ondata a circa 100 abiti, quindi il numero sembra essere cresciuto. Le rivendicazioni si concentrano sulle agenzie che si occupavano delle immatricolazioni, spesso società a bassa capitalizzazione che possono chiudere rapidamente, ma la PBUK ha segnalato che anche i conducenti e gli affittuari nominati nei contratti di locazione potrebbero essere perseguiti.
La Polonia si sta inoltre preparando a cancellare dall’immatricolazione i veicoli all’estero privi di revisioni e assicurazioni valide e a richiedere prove fotografiche per ogni ispezione. La polizia italiana ha avviato a Napoli controlli mirati, anche sulla reale esistenza del contratto di affitto dichiarato. Secondo Avvenire, le sanzioni italiane per uso improprio di targhe straniere vanno da 2.046 a 8.186 euro. Automoto.it riferisce inoltre che il governo sta preparando una norma che impone a qualsiasi veicolo circolante in Italia, ovunque sia immatricolato, di stipulare una polizza con un assicuratore autorizzato ad operare nel Paese.
Criminalità organizzata e furto d’auto
Il vicepresidente della PBUK, Piotr Zadrożny, ha dichiarato al Financial Times che la pratica è “strettamente legata alla criminalità organizzata”. I dati della prefettura di Napoli suggeriscono anche che immatricolazioni straniere fittizie e accordi di leasing opachi possono fornire un canale per il riciclaggio di veicoli di origine illecita, rendendoli più difficili da rintracciare per le autorità.
Quando gli automobilisti diventano vittime
Anche il Financial Times ha notato un colpo di scena: alcuni automobilisti italiani sono stati essi stessi truffati. Le agenzie che assumono formalmente la proprietà delle auto potrebbero non acquistare mai la polizza promessa, o potrebbero non rinnovarla dopo il primo pagamento, lasciando gli automobilisti a credere di essere assicurati quando non lo sono.
Questo rischio sta determinando un’inversione di tendenza. Le emittenti locali TgR Campania e Virgilio segnalano un aumento degli automobilisti che chiedono di tornare con targa italiana. Uno ha detto di aver pagato 1.300 euro ad un’agenzia di Napoli per la registrazione polacca e ora si sente preso in giro. Un addetto alle immatricolazioni intervistato dal TgR Campania ha dichiarato di ricevere numerose richieste da parte di proprietari che vogliono reimmatricolare la propria vettura in Italia.
Cosa succede dopo
Molte cose stanno convergendo contemporaneamente: cause legali polacche, una minaccia di cancellazione di massa, controlli di polizia italiani e un possibile nuovo requisito di previdenza sociale. Per decine di migliaia di automobilisti a Napoli, la polizza economica che sembrava troppo bella per essere vera potrebbe presto costare molto di più del premio italiano che stavano evitando, inclusa, nei casi peggiori, la responsabilità personale per sinistri per incidenti. Se Roma e Varsavia riusciranno a risolvere il problema senza punire gli automobilisti che sono stati ingannati e quelli che hanno consapevolmente preso scorciatoie è la questione che entrambi i governi si trovano ora ad affrontare.
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