I camionisti protestano nel Sud Italia per l’impennata dei prezzi del carburante

Trasportatori, agricoltori e pescatori protestano per i prezzi del gasolio mentre i supermercati sono a corto di scorte in alcune parti del Sud Italia.

Le proteste dei camionisti contro l’impennata dei prezzi del diesel sono entrate in una nuova fase martedì, con blocchi stradali e picchetti che continuano in tutto il sud Italia in vista dei colloqui con il governo a Milano.

La mobilitazione, che si sta diffondendo dal fine settimana, è alimentata dall’aumento del costo del carburante. I manifestanti affermano che sta schiacciando le imprese di trasporto e gli autotrasportatori autonomi e che il governo non è riuscito ad alleggerire il peso.
I rappresentanti del settore collegano l’aumento alle tensioni internazionali, compresi i conflitti nell’Europa orientale e nel Medio Oriente.
Gli agricoltori si sono uniti agli autotrasportatori, mentre i pescatori molisani prevedono di lasciare le loro barche in porto giovedì 22 ottobre. Il gruppo di autotrasportatori Trasportounito chiede un aumento del 15% delle tariffe di trasporto, avvertendo altrimenti di un “blocco totale”.

Dove si svolgono le proteste

In Campania gli automobilisti hanno pernottato al casello di Nola sull’autostrada A30 Caserta-Salerno. Blocchi a tempo indeterminato ad Avellino Est e traffico intenso a Mercato San Severino. Picchetti anche agli svincoli della A2 nel Vallo di Diano e in tutta la provincia di Salerno.
In Sicilia i manifestanti sono ai caselli di Tremestieri e San Gregorio a Messina, all’ingresso autostradale di Palermo e al suo porto. Blocchi sono stati segnalati anche in Calabria e Basilicata, e fuori dalla sede regionale pugliese di Bari. Trattori e camion hanno marciato attraverso Bitonto, vicino a Bari.

Salvini

Il Comitato siciliano autotrasporto (Cts), dietro uno stop di cinque giorni, fa sapere di non bloccare le strade. Dice che si rifiuterà solo di spostare i rimorchi dalle navi e che porrà fine all’azione una volta che il ministro dei trasporti Matteo Salvini avrà firmato formalmente i suoi impegni.
Salvini, che è anche vice primo ministro, ha detto che i 430 milioni di euro già previsti nel bilancio per il settore inizieranno ad essere pagati questa settimana. Ha promesso ulteriori fondi e contanti per l’incentivo alle spedizioni Marebonus. Al mattino incontrerà le associazioni nazionali e nel pomeriggio i gruppi locali.
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha detto che aprirà i colloqui con le altre regioni del Sud e incontrerà gli autisti.

Forniture per supermercati

Scaffali vuoti, soprattutto di prodotti freschi, sono stati segnalati nel napoletano e nel casertano, a Catanzaro, in parte della Sicilia, a Bari e a Palermo. Quasi tutti i supermercati di Messina sono a corto di scorte.
Un’indagine dell’associazione consumatori Consumerismo ha rilevato lacune nei settori frutta, verdura, carne, latticini e pesce in cinque regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio. Le forniture nel Nord reggono, anche se i prezzi sono in aumento.
Confcommercio Sicilia stima che i cinque giorni di fermo siano costati ai rivenditori e alla filiera del fresco solo nell’Isola 40-50 milioni di euro.
Gruppi di agricoltori avvertono che i prodotti agricoli stanno marcendo, compresi i pomodori Pachino, e i coltivatori di kiwi in Calabria affermano che la loro pazienza si sta esaurendo. Fermata anche la raccolta dei rifiuti domestici in una decina di comuni del messinese.
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