Il governo aggiunge un nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, responsabilizza i genitori per i danni dei minori e manda in città altri 500 soldati, ma Mattarella blocca i poteri di polizia ai soldati.
Martedì il governo italiano ha approvato un decreto legge sulla sicurezza in risposta ai disordini avvenuti a Milano nel fine settimana, creando un nuovo reato penale per protesta violenta e inasprendo le norme sui minori.
Sabato la polizia ha utilizzato idranti e gas lacrimogeni mentre centinaia di giovani, per lo più mascherati, hanno saccheggiato negozi e appiccato incendi nel centro della città. La violenza è continuata anche domenica. Le autorità hanno riferito che più di 100 agenti sono rimasti feriti nei due giorni e la polizia di Milano stima che sabato notte abbiano preso parte all’operazione 2.000 giovani.
Il primo ministro Giorgia Meloni ha affermato che sono state detenute o arrestate 330 persone, circa la metà delle quali di origine straniera, nate all’estero o nate in Italia da genitori stranieri. Ha descritto il numero di partecipanti molto giovani come “doloroso e spaventoso” e ha detto che molti sono stati convocati da un video sui social media. “Manifestare è un diritto, distruggere le nostre città no”, ha detto.
Cosa contiene il decreto
Il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione si applica a chiunque, in un gruppo di cinque o più persone, faccia uso di bastoni, mazze, razzi o fuochi d’artificio in modo da creare un pericolo concreto. La pena è la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20.000 euro, con sanzioni più elevate per volti coperti o attacchi alle infrastrutture pubbliche. Chiunque organizzi tali gruppi, anche online, rischia dai quattro ai 12 anni.
Altre misure includono il potere di arresto a posteriori, non solo in flagranza, per danni commessi durante manifestazioni; la carcerazione preventiva viene estesa ai luoghi pubblici affollati e non solo alle manifestazioni; e un’assegnazione più flessibile dei magistrati in modo che gli arresti possano essere convalidati entro i termini legali.
Misure rivolte ai giovani
Si presume ora che i minori di età compresa tra 14 e 18 anni comprendano le proprie azioni salvo prova contraria, una regola precedentemente lasciata a un giudice. Era già presente in un disegno di legge all’esame del Parlamento e ora ha effetto immediato.
Le misure di detenzione preventiva devono essere estese ai minori di 16 anni e più. Giornale Corriere della Sera ha riferito che la detenzione sarebbe durata fino a 24 ore.
Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no. Ecco le misure che abbiamo approvato per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini. https://t.co/kqk51X8YZa
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) 20 ottobre 2026
I genitori di minori coinvolti in violenze, anche quelli troppo giovani per essere perseguiti, possono essere multati da un prefetto da 500 a 1.000 euro, cifra raddoppiata in caso di recidiva. I prefetti possono anche ordinare ai genitori di risarcire i danni agli enti pubblici e una procedura semplificata aiuterà le vittime private. I capi della polizia possono vietare ai minori di riunirsi in gruppi che mostrano comportamenti intimidatori. Verranno inoltre forniti più magistrati minorili e luoghi di detenzione.
Truppe e Quirinale
Il decreto invia a Milano 500 soldati in più fino al 31 dicembre. Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrebbe voluto che le truppe agissero con poteri di polizia giudiziaria, ma il presidente italiano Sergio Mattarella avrebbe sollevato obiezioni, poiché i soldati non hanno addestramento di polizia.
Il testo finale non concede tali poteri e le truppe non possono effettuare arresti. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha smentito qualsiasi litigio con Mattarella, definendo gli scambi “fluidi, sereni e produttivi”. Ha detto che le truppe sosterranno le pattuglie di polizia e l’ordine pubblico e che si potrebbe prendere in considerazione un ruolo “più dinamico”.
Reazione politica
Meloni ha affermato che nessuna idea politica o disagio sociale può giustificare i saccheggi e ha esortato tutti i partiti a schierarsi “dalla parte della legalità”. Ha criticato l’offerta di assistenza legale gratuita agli arrestati, un evidente riferimento all’eurodeputata dell’Alleanza Verde e Sinistra (AVS) Ilaria Salis, che aveva avvertito che l’Italia è “uno Stato governato dalla legge, non uno stato di polizia”.
All’interno della coalizione di governo di destra, Lega e Forza Italia hanno rivendicato ciascuna il merito dello spiegamento delle truppe. Anche Crosetto e il leader della Lega Matteo Salvini differiscono sulla causa: Crosetto ha accusato la “guerra ibrida”, mentre Salvini ha respinto l’idea che qualcuno stesse orchestrando i disordini. Piantedosi ha affermato che l’affermazione non dovrebbe essere respinta, anche se i primi risultati non hanno mostrato collegamenti strutturati con i gruppi antagonisti.
Riccardo Magi del partito di sinistra Più Europa ha affermato che il governo ha “fallito su tutta la linea” e ha criticato ulteriori restrizioni al diritto di protestare. Anche i sindacati di polizia hanno criticato il progetto di attribuire ai soldati ruoli di polizia.
Il decreto ha effetto immediato ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Mattarella aveva detto in precedenza che la violenza era inaccettabile e aveva chiesto un’analisi approfondita delle sue cause.
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