Sit-in di Roma previsto per l’11 novembre mentre i sindacati lottano contro la riduzione del personale docente e di sostegno, in vista dello sciopero del 20 novembre.
Mercoledì 11 novembre i sindacati scolastici italiani terranno un sit-in a Roma per protestare contro i tagli ai posti di lavoro nelle scuole previsti dalla legge di bilancio 2027 del governo.
La protesta è prevista in piazza Vidoni, nei pressi del ministero della Pubblica Amministrazione, dalle 14.00 alle 17.00. È organizzato da quattro sindacati: Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief.
La bozza di bilancio taglierebbe di quasi 5.000 posti di insegnante e di circa 2.000 posti di personale non docente a partire dall’anno scolastico 2027-2028, secondo l’agenzia di stampa ANSA. Il ragionamento è che il calo dei tassi di natalità significa meno alunni e quindi meno bisogno di personale.
I sindacati rifiutano questa logica. “È un grave errore rispondere al calo demografico con un’equivalente riduzione del personale scolastico”, hanno affermato i sindacalisti Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico. Sostengono che gli edifici scolastici e le richieste amministrative rimangono sostanzialmente invariati anche se il numero degli alunni diminuisce, e che i tagli significherebbero carichi di lavoro più pesanti e occupazione più precaria per il personale, con il danno maggiore nelle aree svantaggiate.
Vogliono invece più tempo scolastico e un insegnamento più personalizzato, in linea con le misure già finanziate dal piano di ripresa sostenuto dall’UE (PNRR). I sindacati e i partiti di opposizione affermano che il mantenimento del personale attuale consentirebbe di ridurre le dimensioni delle classi.
I sindacati hanno affermato di essere aperti al dialogo con il governo, ma che la disponibilità deve essere reciproca. “Non si può affermare di voler valorizzare maggiormente il lavoro scolastico e poi agire nella direzione opposta”, hanno affermato.
La protesta sarà seguita lunedì 16 novembre da assemblee del personale durante l’orario di lavoro nelle scuole di tutta Italia. I sindacati sono stati invitati a Palazzo Chigi anche venerdì 13 novembre per discutere la legge di bilancio con una delegazione del governo.
L’11 novembre non parteciperà la sezione scuola della Cgil, la Flc Cgil. Aderirà invece allo sciopero generale della Cgil del 20 novembre, quando il personale delle scuole, delle università, della ricerca e degli altri settori dell’istruzione dovrà sospendere il lavoro per l’intera giornata.
La bozza di bilancio taglierebbe di quasi 5.000 posti di insegnante e di circa 2.000 posti di personale non docente a partire dall’anno scolastico 2027-2028, secondo l’agenzia di stampa ANSA. Il ragionamento è che il calo dei tassi di natalità significa meno alunni e quindi meno bisogno di personale.
I sindacati rifiutano questa logica. “È un grave errore rispondere al calo demografico con un’equivalente riduzione del personale scolastico”, hanno affermato i sindacalisti Ivana Barbacci, Giuseppe D’Aprile, Elvira Serafini e Marcello Pacifico. Sostengono che gli edifici scolastici e le richieste amministrative rimangono sostanzialmente invariati anche se il numero degli alunni diminuisce, e che i tagli significherebbero carichi di lavoro più pesanti e occupazione più precaria per il personale, con il danno maggiore nelle aree svantaggiate.
Vogliono invece più tempo scolastico e un insegnamento più personalizzato, in linea con le misure già finanziate dal piano di ripresa sostenuto dall’UE (PNRR). I sindacati e i partiti di opposizione affermano che il mantenimento del personale attuale consentirebbe di ridurre le dimensioni delle classi.
I sindacati hanno affermato di essere aperti al dialogo con il governo, ma che la disponibilità deve essere reciproca. “Non si può affermare di voler valorizzare maggiormente il lavoro scolastico e poi agire nella direzione opposta”, hanno affermato.
La protesta sarà seguita lunedì 16 novembre da assemblee del personale durante l’orario di lavoro nelle scuole di tutta Italia. I sindacati sono stati invitati a Palazzo Chigi anche venerdì 13 novembre per discutere la legge di bilancio con una delegazione del governo.
L’11 novembre non parteciperà la sezione scuola della Cgil, la Flc Cgil. Aderirà invece allo sciopero generale della Cgil del 20 novembre, quando il personale delle scuole, delle università, della ricerca e degli altri settori dell’istruzione dovrà sospendere il lavoro per l’intera giornata.
Il sindacato afferma che il bilancio taglierebbe più di 14.000 posti di insegnamento e di sostegno in tre anni e non prevede finanziamenti per il rinnovo del contratto 2025-2027. Anche le associazioni studentesche sono pronte a marciare quel giorno.
Credito fotografico: Eugenio Marongiu / Shutterstock.com