Bonino era un’importante sostenitrice dei diritti umani e della giustizia sociale nota in Italia per le sue controverse campagne.
La politica liberale italiana, femminista e attivista veterana per i diritti civili Emma Bonino è morta venerdì, all’età di 78 anni, dopo essere stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito di Roma per insufficienza respiratoria.
La Bonino, esponente di spicco dei radicali italiani e fondatrice del partito liberale +Europa, è stata curata per otto anni per un tumore al polmone sinistro ma nel 2023 ha annunciato di essere guarita.
Chi era Emma Bonino
Nato il 9 marzo 1948 nella città di Bra, nel Piemonte nord-occidentale, Bonino si è laureato in Lingue e letterature moderne all’Università Bocconi di Milano nel 1972.
Nel 1975 aderisce ai Radicali Italiani e l’anno successivo viene eletta per la prima volta al Parlamento italiano.
Ex ministro degli Esteri, del commercio e degli affari europei in governi di centrosinistra negli anni 2000 e 2010, Bonino è stato per cinque anni commissario europeo per gli aiuti umanitari negli anni ’90.
Prima dell’annuncio del suo cancro nel 2015, era stata pensata per succedere a Giorgio Napolitano e diventare la prima donna presidente d’Italia, una prospettiva contrastata dal leader dell’allora piccolo partito di destra Fratelli d’Italia – l’attuale primo ministro Giorgia Meloni – che disse: “Bonino rappresenta tutto ciò contro cui combatto”.
Campagna per l’aborto
Ha svolto un ruolo di primo piano in una campagna di alto profilo per legalizzare l’aborto, nonostante la feroce opposizione della Chiesa cattolica e dei partiti politici conservatori.
Bonino, che aveva aiutato le donne ad accedere agli aborti illegali in tutto il paese, ha iniziato uno sciopero della fame come parte della campagna ed è stato persino incarcerato.
L’aborto è stato successivamente legalizzato in Italia nel 1978 e confermato da un referendum nazionale nel 1981.
Giustizia sociale
Importante sostenitore dei diritti umani e della giustizia sociale, Bonino ha condotto una campagna per varie altre cause tra cui il divorzio, le libertà sessuali e religiose, la legalizzazione delle droghe e contro l’energia nucleare.
Sulla scena internazionale ha condotto una campagna contro la pena di morte e la mutilazione genitale femminile e contro la fame nel mondo.
Due anni fa, dopo essere stata dimessa dall’ospedale dove era stata ricoverata per problemi respiratori, ha ricevuto una visita a sorpresa – l’amico Papa Francesco – che durante un’intervista del 2016 Corriere della Sera ha elogiato la Bonino come uno dei “tre grandi italiani di oggi”.
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