La mafia attraverso gli occhi della fotografa Letizia Battaglia



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Quando pensi alla mafia, pensi subito a film come . E anche se si riesce a dare uno sguardo al mondo della mafia, rimane un film. Se volete davvero farvi un’idea della Sicilia durante le violenze mafiose, dovreste guardare le foto della fotografa Letizia Battaglia. Pura, cruda e onesta, così Letizia ha catturato la vita a Palermo ai tempi delle cosche mafiose.

Chi era Letizia Battaglia?

Letizia Battaglia è nata nel 1935, a Palermo. Lascia presto Palermo con i suoi genitori, a causa del lavoro del padre nella marina mercantile. Nel 1945 ritorna a Palermo con i suoi genitori. Palermo all’epoca era una città pericolosa. Ad esempio, una volta è stata aggredita per strada, il che significa che suo padre non le ha più permesso di uscire da sola.

All’età di 16 anni, Letizia incontra Franco Stagnitto, che ha la sua azienda di caffè. Si sposano e quando Letizia ha 17 anni, lei e Franco hanno la loro prima figlia, di nome Cinzia. 2 anni dopo nacque la loro figlia Angela e altri 6 anni dopo ebbero la loro terza figlia, Patrizia.

Attraverso Franco, Letizia conosce diverse persone del mondo del teatro e del cinema. Purtroppo il matrimonio tra Letizia e Franco non durò e i due divorziarono dopo 20 anni di matrimonio. Letizia si trasferisce poi a Milano con 2 delle sue 3 figlie, ma vi resta poco. A 39 anni torna a Palermo. È qui che si sente più a suo agio. Inizia a lavorare come capo del dipartimento di fotografia del quotidiano L’Ora, come unica donna in un mondo dominato dagli uomini.

L’Ora

Il giornale era un giornale siciliano di Palermo. Il giornale del pomeriggio è stato fondato nel 1900 e aveva un approccio progressista e coraggioso. Ciò è risultato particolarmente evidente nelle critiche aperte che i corrispondenti hanno espresso nei confronti della mafia siciliana, cosa che altri giornali non hanno osato fare.

Vittorio Nisticò, che era caporedattore del quotidiano dal 1954, aveva raccolto intorno a sé tutti i tipi di corrispondenti, che scrivevano pezzi taglienti e critici sulla mafia. Sfortunatamente, ciò portò la redazione a essere seriamente minacciata e addirittura colpita da un attentato nel 1958. Questo attentato provocò un’ondata di indignazione in Sicilia e la creazione di una commissione antimafia. Non esattamente il risultato sperato dalla mafia.

Intanto i corrispondenti continuavano a scrivere articoli critici sulla mafia. Non solo, il giornale mostrava anche che esistevano legami tra politica e criminalità organizzata.

Ad esempio, l’Agenzia investigativa antimafia ha trovato nell’archivio di Letizia un negativo del 1978. Questa foto mostrava l’ex primo ministro Giulio Andreotti, insieme al boss mafioso Nino Salvo. La foto è stata utilizzata come prova nel processo contro Andreotti, a causa dei suoi legami con la mafia siciliana.

Il suo lavoro

Il lavoro di Letizia offre uno spaccato della vita a Palermo dagli anni ’70 in poi. La criminalità mafiosa è stata il filo conduttore del suo lavoro. Letizia visitava le scene del crimine e assisteva ai processi quasi ogni giorno. Ha fotografato diversi agenti di polizia, politici e celebrità della mafia.

In molte delle sue foto predominano la paura, gli attacchi, l’omicidio e il lutto. Letizia non era una fotografa che ha scattato una foto ed è scomparsa. Voleva davvero conoscere i palermitani e dimostrare loro la sua vicinanza. Ciò si riflette nel suo lavoro; le sue foto sono penetranti e vulnerabili.

La fotografa ha anche mostrato nelle sue foto che, nonostante la mafia abbia lasciato un segno importante nella vita di Palermo, la vita normale continuava come al solito. Quindi non solo foto di uomini uccisi e donne in lutto, ma anche immagini di donne e bambini per strada, riti religiosi e feste d’élite. Nel suo lavoro si vede, da un lato, la povertà di cui soffriva la gente, ma anche l’enorme resilienza dei palermitani.

Dopo il divorzio da Franco Stagnitto, Letizia incontra Franco Zecchin nel 1975. Tra i due nasce una storia d’amore, ma iniziano anche a lavorare insieme. Non solo come fotografo; fondarono inoltre la rivista (La Grandezza e Miseria della Città di Palermo). Letizia fonda anche una casa editrice e lancia il bimestrale, creato per e dalle donne.

Letizia era una donna decisa. Non solo, ma era anche coraggiosa. Giorno dopo giorno era impegnata a raccontare la storia onesta e a combattere l’ingiustizia. Con più di 600.000 foto, ha raccontato ampiamente del terrore in Sicilia negli anni ’70 e ’80. Il 13 aprile 2022 Letizia muore a Cefalù, cittadina a est di Palermo.

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Attualmente c’è una mostra fotografica con le opere di Letizia Battaglia, chiamata , nel Fotomuseum Den Haag. Oltre alle impressionanti foto scattate da Letizia, la mostra offre uno spaccato della vita e dei pensieri del fotografo. Entri nella Sicilia degli anni ’70, per così dire. La mostra sarà visitabile fino al 23 agosto 2026.