La RAI rimuove Ranucci dalla conduttrice di Report, scatenando polemiche sulla libertà di stampa

Ranucci giura di lottare per la libertà di stampa e denuncia l'”assassinio di carattere” dopo essere stato abbandonato Rapporto ospite in mezzo alla pressione politica.

Venerdì l’emittente statale italiana RAI ha confermato che rimuoverà Sigfrido Ranucci dall’ospite Rapportoil programma investigativo di cui è stato leader per un decennio, ponendo fine a mesi di speculazioni e scatenando la protesta dei sindacati dei giornalisti e dell’opposizione politica.

La RAI ha detto che al reporter veterano, 64 anni, sono state offerte “tre possibili opzioni di trasferimento professionale” adatte al suo grado ed esperienza – secondo quanto riferito, un ruolo presso RAI News, presso il canale di notizie Tg3, o un posto di corrispondenza estera.

Rapporto sarà ora co-condotto da due giornalisti RAI più giovani: Giulia Presutti, 36 anni, e Daniele Piervincenzi, 45.

Pressione politica

La mossa segue una campagna sostenuta da politici governativi e commentatori conservatori che chiedono la rimozione di Ranucci a causa della sua amicizia con l’uomo d’affari Valter Lavitola, che ha confessato di aver organizzato l’attentato dinamitardo dello scorso ottobre davanti alla casa di Ranucci a Pomezia, a sud di Roma.

L’accusa sostiene che Lavitola abbia ordinato l’attentato non per danneggiare Ranucci ma per aumentare la sua popolarità in vista di un possibile ingresso in politica, da cui Lavitola sperava di trarre vantaggio; Lavitola fu arrestato per il complotto in agosto.

Quattro persone accusate di aver piazzato l’ordigno, che ha distrutto le auto di Ranucci e di sua figlia, sono state arrestate a giugno, mentre un intermediario camerunense è ancora latitante.

Reazione politica

I politici di destra, guidati dal leader della Lega e vice premier Matteo Salvini, hanno approfittato delle rivelazioni per chiedere la sospensione di Ranucci dall’ospitare lo spettacolo di punta, mentre i critici lo hanno accusato di non aver condannato pubblicamente Lavitola per l’attacco e si sono chiesti se ne fosse venuto a conoscenza in anticipo – un’affermazione che i pubblici ministeri non hanno sostenuto.

I media conservatori hanno anche evidenziato una relazione consensuale che Ranucci aveva con un giovane stagista e accuse non provate secondo cui avrebbe molestato le donne Rapporto personale, cosa che lui nega.

Venerdì, in un post sui social, Salvini ha accolto con favore la decisione della Rai, dicendo: “Ora facciamo un po’ di chiarezza”.

Ignazio La Russa, presidente del Senato e figura di spicco del partito di destra Fratelli d’Italia del premier Giorgia Meloni, si è detto “felice” della notizia, sostenendo che Ranucci “ha prodotto programmi assolutamente capziosi e unilaterali”.

Il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone aveva affermato che il 43,5% dei deputati RapportoLe indagini di – 202 delle 404 esaminate dall’entrata in carica dell’attuale governo – avevano preso di mira il suo partito e la coalizione Meloni, mentre c’erano solo sette indagini sul Partito Democratico (PD) di opposizione di centrosinistra (PD) e solo una che coinvolgeva il Movimento 5 Stelle (M5S).

Rapporto è stata a lungo una spina nel fianco dei politici di tutto lo spettro, in particolare di destra, con le sue denunce che spesso hanno portato a cause legali, in gran parte infruttuose.

Con Ranucci al timone, Rapporto ha scoperto diverse storie importanti che hanno scosso il governo Meloni, compresi gli scandali che hanno coinvolto l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’ex ministro del Turismo Daniela Santanchè, entrambi successivamente dimessi.

Acquisizione della “TeleMeloni”.

L’opposizione di centrosinistra ha colto il licenziamento di Ranucci come un’ulteriore prova di quello che chiama il controllo strisciante della Meloni sulla RAI, che i critici hanno soprannominato “TeleMeloni”.

Il destino di Ranucci è “già scritto”, ha affermato venerdì la leader del PD Elly Schlein. “La destra ha ottenuto esattamente quello che puntava. Dopo anni di attacchi e denunce contro Ranucci e Rapportoun programma ritenuto scomodo, ora hanno raggiunto l’obiettivo di chiuderlo” – ha detto Schlein – “TeleMeloni non ha aspettato nemmeno che i magistrati facessero luce su quanto accaduto, e credo che questa sia la migliore dimostrazione che l’obiettivo era uno ed uno solo, ben prima di questo caso giudiziario: chiudere Rapporto.”

La senatrice del M5S Barbara Floridia – che ha rassegnato le dimissioni da presidente della Commissione parlamentare italiana di vigilanza della RAI il mese scorso, citando un prolungato stallo istituzionale e un boicottaggio sistematico da parte della maggioranza di governo – ha criticato duramente la cacciata di Ranucci a seguito di quello che ha definito l'”Editto Meloni”.

“Assassinio di personaggi”

Ranucci, che non è accusato di alcun reato, ha detto di aver appreso del suo licenziamento Rapporto ospite venerdì l’agenzia di stampa ANSA.

Parlando nei giorni scorsi durante un tour del libro – che ha continuato ad attirare grandi folle di sostegno – Ranucci ha descritto la copertura degli ultimi due mesi come una campagna di “assassinio di personaggi… forse senza precedenti nella storia del nostro Paese, e forse anche a livello globale” e “una sorta di gogna politica da parte dei giornali di partito”.

Ha detto che gran parte della copertura – comprendente “2.800 articoli” – è stata stampata sui giornali di proprietà del gruppo Angelucci, guidato dal politico della Lega Antonio Angelucci. Ha affermato che questa copertura “serviva a gettare un’ombra sulle mie azioni con articoli falsi preparatori alla decisione di sostituirmi”.

Dopo l’annuncio della RAI, Ranucci ha detto che la scelta di Presutti e Piervincenzi come suoi sostituti “mortifica” la storia del programma, e ha segnalato che avrebbe intrapreso un’azione legale in merito al trasferimento.

Il suo predecessore come Rapporto La conduttrice, Milena Gabanelli – che come molti altri ex giornalisti della RAI ora lavora per l’emittente rivale La7 – ha detto di non avere alcun interesse a tornare nel ruolo. Venerdì, alla domanda dei giornalisti sul fatto che Ranucci fosse stato escluso come conduttore, ha rifiutato di commentare.

“Schiaffo in faccia”

Ranucci ha detto venerdì sera alla folla a Favignana che il ruolo di corrispondente estero che gli era stato offerto dalla RAI era al Cairo. “Forse sperano che io possa finire come Regeni”, ha detto, riferendosi al dottorando italiano Giulio Regeni che è stato rapito, torturato e assassinato nella capitale egiziana nel 2016.

Riferendosi alla nomina dei nuovi conduttori del programma, ha detto: “Quei nomi servono per altre cose, ma non per Rapporto. È uno schiaffo in faccia alla meritocrazia, al Rapporto squadra, e a quanto ha dimostrato negli anni, alla sua storia, alla sua indipendenza.”

Sala stampa in rivolta

La decisione ha provocato una feroce resistenza interna. RapportoIl comitato di redazione di ha affermato in un comunicato, diffuso poco prima della conferma dell’annuncio della RAI, che “la politica sta approfittando di un vuoto normativo”, sottolineando che il programma non ha un direttore editoriale formale, una testata dedicata e solo una rappresentanza sindacale limitata, esponendolo a essere “scavalcato”.

La commissione ha affermato che le presunte giustificazioni per la rimozione di Ranucci non sono una novità, essendo già state esaminate e respinte in audit interni e udienze davanti alla commissione parlamentare di vigilanza della RAI senza che fosse imposta alcuna sanzione. Ha espresso allarme per le notizie di “negoziati opachi” condotti al di fuori dei normali canali sindacali, avvertendo che la vicenda rischia “una forma di censura”.

Secondo i media italiani Rapporto i giornalisti hanno minacciato di dimettersi in massa per protesta, mentre la scelta di Presutti e Piervincenzi non sarebbe stata condivisa dalla redazione più ampia.

I politici di destra hanno criticato separatamente Ranucci per essersi paragonato, in un post sui social media, a figure italiane dell’antimafia e dell’antiterrorismo come Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dopo aver scritto che l’Italia aveva ucciso “tutti i suoi uomini migliori” per metterli a tacere.

Ranucci aveva una scorta di polizia di due persone prima dell’attentato; successivamente è stato aumentato a sei. Dal 2021 vive sotto protezione a causa di minacce legate alle sue indagini sulla criminalità organizzata e sulla corruzione politica ed economica.

“Questo non è un addio” – ha scritto venerdì Ranucci in un post sui social – “Non ospiterò più Rapportoma condurrò la battaglia più importante della mia vita: per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle generazioni future questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e codarde che non possono tollerare il giornalismo libero e giudici indipendenti.”

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