Il disastro della diga del Vajont avvenne oggi 63 anni fa.
Il disastro della diga del Vajont costò la vita a quasi 2.000 persone, tra cui 487 bambini, nella valle del Piave, nel nord Italia, nella notte del 9 ottobre 1963.
Il disastro si è verificato quando una vasta frana si è schiantata contro l’invaso artificiale formato dalla diga alta 260 metri sul fiume Vajont che attraversa il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto.
La frana, composta da circa 260 milioni di metri cubi di rocce del Monte Toc, ha creato un enorme tsunami nell’entroterra che è arrivato fino a 200 metri sopra la diga.
L’elettricità nella zona circostante è interrotta improvvisamente alle 22.39, pochi istanti prima che il gigantesco maremoto – che viaggiava a 80 km orari – squarciasse la stretta valle sottostante.
Il muro d’acqua travolse il vicino paese di Longarone, annegando circa l’80% dei suoi abitanti, tra cui più di 300 intere famiglie.
Causò anche morti e distruzioni diffuse nei vicini paesi di Faè, Pirago, Rivalta e Villanova, con molti corpi mai ritrovati.
La diga, rimasta in gran parte intatta dopo il disastro, fu progettata dall’ingegnere italiano Carlo Semenza negli anni ’20, ma la costruzione da parte della Società Adriatica di Elettricità (SADE) iniziò solo alla fine degli anni ’50.
Il lago creato dalla diga avrebbe dovuto generare energia idroelettrica per soddisfare la crescente domanda proveniente dal nord in rapida industrializzazione.
Tuttavia le autorità avevano respinto numerosi avvertimenti secondo cui il Monte Toc, sul lato meridionale del bacino, era geologicamente instabile.
63 anni fa il #disastrodelVajont. La frana dal monte Toc provocò una devastante onda che travolse la Valle del Piave. I #vigilidelfuoco operarono senza sosta: oltre 70 persone salvate e più di 1.000 corpi recuperati e restituiti alle famiglie per una degna sepoltura. #pernodimenticare
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) 9 ottobre 2026
La diga alta 262 metri, considerata la più alta del suo genere al mondo, fu inaugurata nel 1960 e due anni dopo fu nazionalizzata dal Ministero dei Lavori Pubblici italiano.
La diga esiste ancora oggi, ma il serbatoio non è mai stato riempito.
Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha affermato venerdì che quanto accaduto al Vajont il 9 ottobre 1963 “ha segnato per sempre la storia della nostra nazione”, descrivendo il disastro come “una ferita che il tempo non potrà mai cancellare”.
Rendendo omaggio alle vittime del Vajont, la Meloni ha scritto su X che la tragedia “ci ricorda quanto siano preziose le vite umane, la sicurezza dei cittadini, la responsabilità di chi è chiamato a proteggerle”.