La Marymount International School ospita l’ex monaco Jain novantenne per la prossima conferenza Marymount Talks
La Marymount International School Rome ospita Satish Kumar per la prossima puntata dei Marymount Talks, la serie di conferenze costruite attorno a idee intese a formare cittadini attenti e impegnati a livello globale. Il 30 settembre Kumar terrà una conferenza dal titolo “Ecologia spirituale”, esplorando la connessione tra la vita interiore e il mondo naturale e invitando a riflettere su come il rispetto per la terra potrebbe guidare il modo in cui gli individui e le comunità scelgono di vivere.
A 90 anni, l’apparizione di Kumar a Roma è un’opportunità davvero rara per ascoltare direttamente una delle figure fondatrici del moderno movimento ecologico e spirituale, una voce che The Guardian una volta descrisse come il fiore all’occhiello spirituale e artistico del movimento verde.
Una vita costruita attorno all’andarsene e al cammino verso
La biografia di Kumar assomiglia meno a un CV convenzionale che a una serie di partenze deliberate. Nato nel 1936 nel Rajasthan, in India, lasciò la famiglia a soli nove anni per unirsi a un ordine errante di monaci Jain. A diciotto anni compì una svolta altrettanto decisiva nella direzione opposta, abbandonando la vita monastica per unirsi al movimento di riforma agraria di Vinoba Bhave, lavorando per trasformare in realtà pratica la visione del Mahatma Gandhi di un’India rinnovata e pacifica.
Nel 1962, ispirato in parte dall’attivista pacifista britannico Bertrand Russell, Kumar intraprese quello che rimane il suo atto più famoso: un pellegrinaggio per la pace di 8.000 miglia a piedi da Nuova Delhi a Mosca, Parigi, Londra e Washington, DC, le capitali delle allora potenze nucleari del mondo, senza portare soldi e contando interamente sull’ospitalità degli sconosciuti lungo la strada. Portava con sé un semplice pacchetto di “tè della pace” da consegnare ai leader di ogni nazione, un atto silenziosamente simbolico di protesta contro le armi nucleari che ha richiesto più di due anni per essere completato. Lungo il percorso incontrò personaggi tra cui lo stesso Russell e Martin Luther King Jr.
Quattro decenni che plasmano il movimento ecologico dal Devon
Nel 1973, Kumar si stabilì nel Regno Unito e assunse la direzione della rivista Resurgence, ruolo che mantenne per più di 40 anni, diventando l’editore di una singola pubblicazione più longevo del Regno Unito prima di assumere il ruolo di redattore emerito nel 2016. Nel 1990, ha co-fondato lo Schumacher College nel Devon, insieme a John Lane, Stephan Harding e altri, un centro internazionale per studi ecologici chiamato per l’economista EF Schumacher, autore di “Piccolo è bello”. Il primo corso del college, tenuto nel 1991, è stato condotto da James Lovelock, lo scienziato dietro l’ipotesi Gaia, dando il tono alla miscela di approcci scientifici e spirituali all’ecologia che continua ancora oggi.
Kumar sostiene da tempo quella che chiama “ecologia reverenziale”, fondata sull’idea che spiritualità ed ecologia sono inseparabili, sostenendo che la spiritualità senza basi ecologiche è, nelle sue parole, zoppa, e spingendo invece per quello che descrive come un matrimonio tra materia e spirito. Ha scritto dieci libri, inclusa la sua autobiografia, “No Destination”, insieme a titoli come “Elegant Simplicity”, “Soil, Soul, Society” e “Radical Love”. I suoi riconoscimenti includono dottorati onorari presso l’Università di Plymouth, l’Università di Lancaster e l’Università di Exeter, ed è stato membro del consiglio della RSPCA.
Informazioni pratiche
Conferenza: “Ecologia spirituale” con Satish Kumar
Data: 30 settembre 2026
Tempo: 15:45
Posizione: Marymount Scuola Internazionale Roma
Ammissione: Gratuito, registrazione richiesta tramite Google Form
Informazioni generali
Via di Villa Lauchli, 180, 00191 Roma RM, Italia