Il Centro Storico di Roma dice basta: i set cinematografici devono ripagare i residenti

Il Municipio I spinge per norme sui risarcimenti mentre le produzioni cinematografiche continuano a inghiottire parcheggi.

Nel centro storico di Roma i parcheggi sono sempre stati scarsi. Ciò su cui i residenti e i funzionari locali ora stanno reagendo è chi può portarlo via e se qualcuno deve loro qualcosa quando ciò accade. Secondo RomaToday, il Municipio I, l’organo amministrativo che governa il Centro Storico di Roma, ha approvato una nuova risoluzione del consiglio che affronta specificamente il problema ricorrente delle produzioni cinematografiche che occupano i parcheggi dei residenti, parte di un modello più ampio di misure che il municipio ha perseguito per proteggere l’accesso ai parcheggi per le persone che effettivamente vivono lì.

La delibera fa seguito ad una precedente proposta comunale di incremento dei posti auto riservati ai residenti all’interno della ZTL Centro (la zona a traffico limitato che copre il nucleo storico). Questa volta l’obiettivo è più specifico: la presenza quasi costante di produzioni cinematografiche e televisive che occupano lo spazio pubblico delle strade, e con esse i parcheggi che scompaiono.

Cosa richiede effettivamente la risoluzione

L’Amministrazione Comunale di Roma Capitale sta attualmente elaborando un regolamento formale che disciplina i permessi di produzione cinematografica, e il Municipio I ha già presentato osservazioni dettagliate e modifiche a tale bozza. Al centro della loro posizione c’è la richiesta di misure compensative concrete ogni volta che le produzioni prendono il controllo dei parcheggi residenti.

Giulia Callini, consigliera del Pd, promotrice principale della risoluzione approvata all’unanimità in commissione, ha illustrato come dovrebbe essere concretamente l’indennizzo: un migliore coordinamento tra le società di produzione e il comune, un preavviso ai residenti prima che scompaiano i parcheggi e misure concrete di rimedio in caso di perdita di posti, comprese modalità di parcheggio alternative, convenzioni con garage privati ​​ed eventuali rimborsi finanziari. La risoluzione chiede inoltre un esame più attento dei veicoli di grande produzione che operano all’interno del sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO di Roma e l’identificazione di aree alternative al di fuori del nucleo storico in cui i “campi base” di produzione, i camion, i rimorchi e le aree di allestimento delle attrezzature fornite con qualsiasi ripresa importante, potrebbero invece essere ricollocati.

Callini è stato attento a inquadrare la spinta come pro-coesistenza piuttosto che anti-cinema. La sua posizione dichiarata, come riportato da RomaToday, è semplice: il municipio non è contrario alla produzione cinematografica, è a favore di una città dove cinema, eventi e vita quotidiana dei cittadini possano effettivamente convivere. Roma, ha aggiunto, dovrebbe continuare a funzionare come un grande set cinematografico, ma non a scapito delle persone che la vivono tutto l’anno.

Una lotta con una lunga storia

Questa non è una nuova lamentela. I permessi cinematografici di Roma sono in gran parte esentasse dal 2004, in base a una risoluzione approvata dall’allora sindaco Walter Roma per rafforzare l’immagine della capitale come destinazione delle riprese. Per vent’anni, questo accordo ha significato che le produzioni potevano occupare lo spazio pubblico delle strade con un obbligo finanziario minimo nei confronti della città o dei suoi residenti, mentre camera car, furgoni delle attrezzature e rimorchi dei camerini bloccano abitualmente le strade e assorbono i parcheggi nei quartieri interessati, sostanzialmente senza alcun compenso.

La posta in gioco finanziaria per la città stessa non è trascurabile. Secondo il rapporto di RomaToday del 2025 sulla più ampia revisione normativa, le tasse per l’occupazione del suolo pubblico derivanti dalle produzioni cinematografiche hanno fruttato circa 350.000 euro nel 2024, insieme a circa 165.000 euro all’anno provenienti da spese di elaborazione amministrativa e circa 600.000 euro dalle tasse della Soprintendenza legate alle aree sotto tutela del patrimonio, entrate che la città stessa raccoglie anche se i singoli quartieri assorbono il disagio in gran parte senza compensazione.

I quartieri già soffrono

La denuncia non è ipotetica. Alla fine di giugno 2026, il quartiere Della Vittoria è diventato il centro di una denuncia formale dopo che una singola produzione cinematografica avrebbe portato via più di 100 posti auto ai residenti in un’area già messa a dura prova dalla costruzione di Viale Carso e dai lavori in corso sulla Metro C, secondo un rapporto raccolto dal Corriere della Sera. Renato Sartini, vicepresidente del consiglio del Municipio I, ha descritto il quartiere come di fatto “tenuto in ostaggio” dal cinema, sostenendo che non poteva ragionevolmente essere trattato come un set cinematografico permanente sovrapposto alla già ridotta disponibilità di parcheggi per punti ristoro all’aperto, occupazioni temporanee di suolo pubblico, eventi sportivi e concerti.

Una frustrazione simile è emersa più volte nel quartiere Esquilino, una delle zone della città più frequentemente filmate. Newsletter dei residenti locali Il Cielo sopra Esquilino ha documentato come il quartiere si riempia quasi quotidianamente di camion di produzione, furgoni generatori, rimorchi di attori e attrezzature che bloccano strade e marciapiedi per giorni interi, mentre i benefici effettivi per il quartiere stesso, in termini di promozione o di ricaduta economica, rimangono, nelle parole della pubblicazione, nella migliore delle ipotesi incerti.

Una regolamentazione a livello cittadino sta prendendo forma

La risposta più ampia di Roma si è mossa nella stessa direzione. La nuova bozza di regolamento della città darebbe, in particolare, ai singoli municipi il potere di sospendere le riprese cinematografiche attive, un significativo spostamento di influenza verso gli organi amministrativi locali che si occupano più direttamente dell’interruzione causata da queste produzioni.

Dove stanno le cose

Con la delibera del Municipio I approvata e i suoi emendamenti già presentati all’Assessorato alla Cultura della città, che gestisce i permessi di occupazione del suolo pubblico per le riprese, il passo successivo è il processo di stesura di Roma Capitale e la questione ancora aperta se la città adotterà effettivamente requisiti di compensazione vincolanti o lascerà la questione a un coordinamento informale. Per i residenti in quartieri come Della Vittoria ed Esquilino, che hanno passato anni a documentare le strade inghiottite dai veicoli di produzione con poco da mostrare a livello locale, la risoluzione rappresenta un tentativo di formalizzare quella che finora è stata per lo più una lotta ad hoc, guidata dalle denunce, anche se se cambierà effettivamente qualcosa sul terreno dipenderà da ciò che il regolamento finale di Roma richiederà in definitiva.

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