Dal 25 ottobre la luce del giorno inizierà un’ora prima.
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, gli orologi italiani tornano indietro di un’ora alle 03.00, ponendo fine all’ora legale.
Spostare indietro le lancette dell’orologio significa che le mattine saranno più luminose un’ora prima e le sere diventeranno più buie prima.
I cambi di orario avvengono due volte l’anno nei paesi dell’UE, l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre.
La pratica risale a più di un secolo, prima dell’avvento dell’energia elettrica, di sfruttare al meglio tutte le ore diurne durante la giornata lavorativa.
Tuttavia potrebbe essere tra le ultime volte in cui l’Europa sarà chiamata a cambiare il proprio orologio.
Nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato un progetto di legge per abolire l’ora legale a livello UE, ma la mossa è stata sospesa dopo essere stata messa in ombra dalla pandemia covid.
Secondo il piano i 27 Stati membri saranno tenuti a scegliere l’ora legale permanente o l’ora invernale, ma dovranno coordinare le loro scelte per ridurre al minimo il rischio di perturbazioni economiche nel commercio transfrontaliero.
Attualmente nell’UE esistono tre diversi fusi orari: due paesi operano secondo il Greenwich Mean Time (GMT): Irlanda e Portogallo, oltre al Regno Unito; 17 hanno l’orario dell’Europa centrale (GMT+1) e otto hanno l’orario dell’Europa orientale (GMT+2).
L’unico paese in Europa a non sfruttare al massimo le ore diurne extra durante l’estate è l’Islanda, che rimane GMT tutto l’anno.
L’Italia ha osservato il cambio dell’orologio ogni anno dal 1966, così come dal 1916-1920 e dal 1940-1948.
L’orario invernale ci accompagnerà fino al 29 marzo 2026, quando gli orologi “salteranno avanti” di un’ora.