L’ex ministro del Turismo Garavaglia raccoglie abbastanza firme per opporsi al leader del partito al congresso straordinario di questo fine settimana a Milano.
Il vicepremier italiano Matteo Salvini dovrà affrontare un rivale per la leadership della Lega di destra dopo che il senatore Massimo Garavaglia mercoledì ha raccolto abbastanza firme per opporsi a lui al congresso straordinario del partito a Milano questo fine settimana.
Garavaglia, senatore di Milano che è stato ministro del turismo nel governo di Mario Draghi, ha ricevuto il sostegno di almeno 80 delegati provenienti da quattro regioni, come da regole del partito.
Il congresso si svolgerà sabato 24 e domenica 25 ottobre. Con due candidati si voterà a scrutinio segreto, che secondo il quotidiano è la principale preoccupazione di Salvini e dei suoi alleati Corriere della Sera. Alcuni delegati che non volevano esprimere pubblicamente il loro malcontento hanno potuto esprimerlo nello stand.
Salvini guida il partito dal 2013 ed è stato confermato per acclamazione al congresso di Firenze dell’aprile 2025. Il 12 ottobre si è dimesso da segretario del partito, insieme ai suoi tre vice – in vista del prossimo congresso – e ha annunciato il progetto di un nuovo simbolo del partito. Resta vice primo ministro.
Voteranno circa 700 delegati, di cui 400 eletti e 300 di diritto.
Le firme provengono principalmente dalla Lombardia, il cuore settentrionale del partito intorno a Milano, che secondo quanto riferito ne ha fornite più di 50. Tra i firmatari figurano il presidente regionale Attilio Fontana, il capogruppo al Senato e segretario del partito lombardo Massimiliano Romeo, e i consiglieri regionali Massimo Sertori e Claudia Terzi.
Dal Veneto sarebbero arrivate circa 10 firme, mentre il resto dal Piemonte e dal Trentino.
Garavaglia, considerato vicino al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha presentato la sua candidatura come un appello affinché la Lega ritorni alle sue radici di partito federalista delle regioni, delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi.
“La Lega è la Lega, non è di estrema destra”, ha detto annunciando la sua candidatura.
L’ha definita una candidatura simbolica, intesa “a unire, non a dividere”. Anche l’ala nord è favorevole a un modello ispirato alla CDU-CSU tedesca, con maggiore autonomia per le sezioni regionali.