Immagina per un momento che la tua connessione Internet, anche durante un volo sull’Atlantico o su una nave mercantile nel Mar Cinese, dipenda interamente da una compagnia americana. Questa è la realtà che gran parte del mondo vive oggi con Starlink. Ma una potente risposta europea si è appena materializzata e ha un nome: Eutelsat.
Un aumento di capitale storico portato a termine con successo
Questo venerdì l’operatore europeo ha annunciato la finalizzazione completa del suo aumento di capitale di quasi 1,5 miliardi di euro. Un’operazione in due fasi che avrà mantenuto tutte le promesse.
La prima tranche, riservata ai grandi azionisti, aveva già fruttato a fine novembre 828 milioni di euro. La seconda, aperta a tutti gli azionisti aventi diritto di prelazione, si è appena chiusa con un successo strepitoso: raccolti 670 milioni di euro, mentre la domanda ha raggiunto quasi 892 milioni di euro, ovvero un tasso di sottoscrizione del 133%.
In altre parole, gli investitori si sono letteralmente accaparrati le azioni Eutelsat. Un forte segnale di fiducia nella strategia del gruppo.
Una base azionaria profondamente rimodellata
Al termine dell’operazione, che verrà regolata definitivamente il 16 dicembre, la struttura del capitale assumerà un colore decisamente sovrano.
Lo Stato francese diventa il maggiore azionista con quasi il 30% delle azioni. Un impegno salutato dal ministro dell’Economia Roland Lescure come “la scelta chiara e scontata della potenza industriale e digitale della Francia e dell’Europa”.
I nuovi primi 5 azionisti:
• Stato francese → ~30%
• Bharti Space Limited (India) → ~18%
• Stato britannico → 11%
• CMA CGM → 7,5%
• Fondo azionario strategico → 5%
• Pubblico → meno del 30%
Notiamo la presenza di due grandi Stati europei e di un colosso indiano del settore, prova che la battaglia per lo spazio va ormai oltre i confini del continente.
Perché così tanti soldi? Un’ambizione orbitale
Il direttore generale di Eutelsat, Jean-François Fallacher, non ha nascosto la sua soddisfazione per BFM Business: “Per continuare questa storia di crescita, avevamo bisogno di questo aumento di capitale. È fatto.”
«Grazie a questo aumento di capitale lanceremo 440 nuovi satelliti nei prossimi tre anni.»
Jean-François Fallacher, amministratore delegato di Eutelsat
Questi 440 satelliti rafforzeranno la costellazione già risultante dalla fusione con OneWeb nel 2023. Eutelsat gestisce oggi più di 600 satelliti in orbita bassa, cifra che la colloca al secondo posto nel mondo, subito dietro… Starlink.
Un’attività in cambiamento
Il gruppo sta vivendo una profonda trasformazione. Il suo ramo storico – la trasmissione televisiva tramite satelliti geostazionari – continua lentamente a declinare. Al contrario, l’attività in orbita bassa sta esplodendo.
I clienti non sono più privati, ma aziende, governi, compagnie aeree e compagnie di navigazione che richiedono una connessione ad altissima velocità ovunque e in ogni momento.
Ed è qui che Eutelsat segna punti decisivi: è oggi l’unica costellazione europea in orbita bassa. Un argomento pesante in un contesto in cui la sovranità digitale sta diventando una priorità strategica.
IRIS²: il progetto che cambia tutto
Eutelsat non si accontenta di crescere da sola. Avrà un ruolo centrale in IRIS², la futura rete europea di quasi 300 satelliti multiorbitali decisa dalla Commissione europea.
Obiettivo: offrire dal 2030 un’alternativa sovrana in grado di fornire servizi di connettività e comunicazione sicuri, anche per esigenze governative e militari.
Un progetto che fa eco ai crescenti timori sulla dipendenza dalle tecnologie americane o cinesi nello spazio.
Starlink nel mirino, ma con armi diverse
Jean-François Fallacher lo ripete: «Di fronte a Starlink, siamo l’unica, l’unica costellazione europea a bassa orbita.» Insiste sulla nozione di sovranità, una parola che risuona particolarmente tra gli Stati.
Laddove Starlink si rivolge massicciamente al grande pubblico con offerte aggressive, Eutelsat preferisce un approccio B2B e B2G (business to Government). Contratti lunghi, elevati requisiti di sicurezza, affidabilità infallibile.
E funziona. Il fatturato per l’anno finanziario 2024-2025 si attesta a 1,2 miliardi di euro, un livello stabile che nasconde una crescita a doppia cifra nel segmento in orbita bassa.
E adesso?
Il capo di Eutelsat invita apertamente gli altri stati europei ad unirsi all’avventura azionaria. “Dobbiamo avviare le discussioni”, ha detto.
Perché se la Francia e il Regno Unito sono già presenti, la notevole assenza di Germania, Italia o Spagna lascia un assaggio di lavoro in sospeso per questo ambizioso progetto di “Airbus dello spazio”.
Con 1,5 miliardi di euro in contanti, 440 satelliti in preparazione e una solida base azionaria, Eutelsat ha ora i mezzi per realizzare le sue ambizioni. Resta da vedere se l’Europa sarà in grado di trasformare questa dinamica in una leadership globale duratura.
Una cosa è certa: la battaglia per il controllo dell’orbita bassa è appena iniziata. E per una volta l’Europa ha una vera carta da giocare.