Madrid va avanti con controlli di viaggio “proporzionati” dopo che Roma respinge l’ultimatum per eliminare i controlli Schengen introdotti per la crisi dei migranti di Ceuta.
La Spagna ha iniziato i controlli reciproci alle frontiere sui viaggiatori in arrivo dall’Italia a mezzanotte di venerdì, dopo che Roma si è rifiutata di revocare i controlli di identità reimposti sugli arrivi dalla Spagna in seguito alla crisi migratoria della scorsa settimana a Ceuta.
La disputa è scoppiata il 31 luglio, quando il Ministero degli Interni italiano ha reintrodotto i controlli temporanei alle frontiere Schengen sui viaggiatori extra-UE che arrivano via mare e via aerea dalla Spagna, citando il rischio di ulteriore movimento da parte dei migranti che avevano raggiunto l’enclave spagnola di Ceuta.
Decine di migliaia di persone sono entrate a Ceuta dal Marocco nel giro di pochi giorni, spingendo il primo ministro italiano Giorgia Meloni a descrivere la misura come un passo straordinario compiuto per proteggere la sicurezza nazionale. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani l’ha definita una scelta necessaria e inevitabile.
I controlli, che riguardano solo i cittadini extracomunitari e prevedono verifiche mirate e a campione dei passaporti negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Linate, sono entrati in vigore dal 1° agosto.
Madrid ha respinto la giustificazione di Roma, sostenendo che Ceuta opera sotto uno speciale regime di frontiera che impedisce ai migranti di spostarsi liberamente nell’area Schengen più ampia.
Ultimatum
Venerdì il governo spagnolo ha chiesto all’Italia di abolire gli assegni entro domenica 9 agosto, avvertendo che altrimenti sarebbe costretta ad adottare contromisure proporzionate per proteggere gli interessi e la dignità dei cittadini spagnoli. Madrid ha definito i controlli italiani ingiusti, discriminatori e contrari agli interessi dell’UE, aggiungendo che sono stati imposti unilateralmente e senza preavviso.
L’Italia ha rifiutato di fare marcia indietro. In una dichiarazione, Palazzo Chigi ha affermato che l’Italia non accetta ultimatum o imposizioni esterne riguardanti la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere, e ha confermato che la sospensione delle regole Schengen per i viaggiatori extracomunitari provenienti dalla Spagna rimarrà in vigore almeno fino al 15 agosto, citando gli avvertimenti dell’intelligence di una possibile seconda ondata di arrivi a Ceuta.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha descritto la misura come temporanea e strettamente mirata, affermando che la situazione sarà rivalutata dopo il 15 agosto. Il vice primo ministro Matteo Salvini ha suggerito che il premier spagnolo Pedro Sánchez farebbe meglio a controllare i propri confini piuttosto che a lanciare minacce.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha accusato l’Italia di aver lanciato un siluro contro l’Unione Europea e di aver individuato ingiustamente i cittadini spagnoli, facendo riferimento ai dati Frontex che mostrano che l’Italia ha registrato più attraversamenti irregolari delle frontiere rispetto alla Spagna negli ultimi anni.
La Spagna si vendica
Venerdì sera, Madrid ha confermato che introdurrà i propri controlli sugli arrivi italiani da mezzanotte, fino al 7 settembre, soggetti a revisione. I controlli prevedono controlli a campione su identità, passaporto e nazionalità nei porti e aeroporti spagnoli, con ulteriori controlli sui visti e sulla residenza per i cittadini extra-UE; I cittadini dell’UE, compresi italiani e spagnoli che viaggiano per turismo, non sono interessati dalle misure di nessuno dei due paesi.
Sánchez ha anche portato la controversia a Bruxelles, scrivendo al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per chiedere l’intervento dell’UE.
La disputa ha diviso le opinioni in tutto il blocco: Meloni ha ottenuto il sostegno della danese Mette Frederiksen e dei ministri finlandesi, mentre il francese Emmanuel Macron ha espresso solidarietà a Sánchez. Meloni e altri 21 leader dell’UE hanno scritto congiuntamente a Bruxelles chiedendo un incontro urgente dei ministri degli Interni per concordare una risposta comune, mentre Sánchez ha inviato una lettera separata esponendo il caso contrario.
La Commissione europea ha affermato che i controlli alle frontiere interne sono intesi come una misura di ultima istanza, applicata solo in via eccezionale e proporzionale, e ha osservato che l’Italia deve ancora notificare formalmente a Bruxelles la sua sospensione. Con entrambi i tipi di controlli ora in vigore, l’attenzione si concentra sulla possibilità che uno dei due governi batterà ciglio prima che i periodi interessati finiscano il loro corso.