Nostra Signora in Vaticano – Andrea Vreede



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«Guardare il Vaticano significa infatti leggere tutto quello che è possibile per approfondire e ampliare la propria conoscenza», scrive Andrea Vreede nel suo libro, pubblicato il 20 ottobre. Da 22 anni lo fa come corrispondente per NOS e VRT dalla sede della Chiesa cattolica, dove c’è un leader assoluto e un piccolo staff di dipendenti a cui devono aderire 1,4 miliardi di credenti.

Ha presentato le conoscenze acquisite in quel periodo e le proprie esperienze giornalistiche in questo rapporto, in cui, oltre alle riflessioni e opinioni personali, offre anche una solida panoramica dei recenti sviluppi in Vaticano.

L’inizio non è stato molto incoraggiante. Ogni giornalista che richiede l’accreditamento presso la Sala Stampa vaticana deve intervistare il direttore o il suo vice. Vreede descrive con sobrio umorismo come il monsignore in questione, quando capì che lei non solo era una donna, ma anche non cattolica e proveniente dai ribelli Paesi Bassi, decise di farla finita e concluse la conversazione.

Tuttavia, il fatto che lei stessa non sia cattolica significa anche che, da outsider, può scrivere apertamente e senza pregiudizi sul Vaticano, nell’olandese chiaro e bello che ci aspettiamo da lei nel libro su TV, radio e podcast.

Cambiamento in Vaticano

Il libro contiene capitoli dedicati a un viaggio aereo con il Papa, agli ultimi mesi strazianti di Francesco e alla frenesia giornalistica che circonda due conclavi. Ma a grandi linee la storia di Vreede è che negli ultimi anni le cose sono davvero cambiate in Vaticano, e che quindi non si tratta più del blocco eurocentrico, chiuso e autoritario che aveva trovato all’inizio del suo corrispondente.

Basandosi sull’innovativo Concilio Vaticano II (1962-65), che voleva ‘aprire le finestre della Chiesa’ alla società moderna, vede Papa Francesco e il suo successore Leone Una nuova strada è stata intrapresa e il genio delle riforme non può essere riposto nella bottiglia, è la sua conclusione.

Per molti cattolici ciò non è sufficiente e l’autore mostra anche chiaramente dove si sono arenate la democratizzazione e la modernizzazione. Ma sottolinea anche che ci sono forti movimenti conservatori all’interno della Chiesa, soprattutto fuori dall’Europa, che non vogliono sentir parlare di questa innovazione. Ciò spiega anche la relativa cautela di Papa Leone, che, pur continuando sulla linea del suo predecessore, è stato scelto dai cardinali anche come l’uomo che deve principalmente tenere insieme le cose dopo le performance spesso polarizzanti di Francesco.

Meno misterioso

Negli ultimi anni, la Curia Romana è diventata sempre meno dominio dei prelati italiani conservatori, mentre la cronaca vaticana è diventata meno segreta e meno amatoriale. L’attuale Papa ne ha fornito la migliore prova quando, all’inizio di questo mese, ha raccontato direttamente ai suoi fedeli del suo cancro, falciando così l’erba davanti ai seminatori di fake news.

C’è stata anche una maggiore apertura negli affari finanziari del Vaticano. I tempi dei conti bancari segreti, della manipolazione dei fondi della curia e del clero che poteva vivere come un re per quasi nulla appartengono al passato, anche se le cose possono ancora andare storte. Come nel caso esilarante di Angelo Becciu, il cardinale di Curie, che si è impegnato in un’audace speculazione immobiliare, causando al Vaticano una perdita di 140 milioni di euro e successivamente è stato licenziato da un Francesco arrabbiato.

Scandali di abusi

La valutazione di Vreede sulla “macchia indelebile” degli scandali degli abusi è implacabile: “È diventato chiaro da tutte le parti che l’abuso sessuale e psicologico non è una questione incidentale, ma un problema strutturale all’interno della Chiesa cattolica romana. Non è un problema di mele marce ma di un cesto che perde da tutte le parti”.

Francesco ha parlato molto con le vittime e le prove non vengono più negate o condonate (tranne che in Italia, che assomiglia ancora a una provincia vaticana), ma nessun vescovo porterà davanti al tribunale civile un prete che ha toccato in modo osceno i ragazzi del coro. “Il problema resta che la Chiesa deve indagare e punirsi”.

Anche per quanto riguarda gli omosessuali il cambio di rotta si è fermato a metà strada. Le coppie gay ora possono ricevere la benedizione, ma non insieme e non durante la messa. E nel catechismo cattolico romano l’omosessualità è ancora chiamata una degenerazione contraria alla legge di natura. Anche Vreede non si aspetta Leo

Le donne nella Chiesa

Infine, la posizione delle donne nella Chiesa è nettamente migliorata sotto Francesco e Leone, ma allo stesso tempo è rimasta bloccata nei comitati e nei forum di discussione. Entrambi i Papi hanno nominato una donna a capo di uno dei 16 dicasteri (dipartimenti) che compongono la Curia Romana.

Questo di per sé rappresenta un grande progresso in questa società precedentemente esclusivamente maschile, ma la possibilità di aprire l’ufficio sacerdotale alle donne è stata categoricamente esclusa da Giovanni Paolo II nel 1994 e non sembra che il suo attuale successore possa o voglia cambiare questa situazione.

“Il processo richiederà tempo e forse tra mezzo secolo ci sarà un papa che creerà una donna cardinale. Ma forse no”, sospira Andrea Vreede.

di: Andrea Vreede
288 pagine
€ 23,99 euro
Nijgh & Van Ditmar, ottobre 2026
ISBN 9789038818337