Riapre al pubblico la storica chiesa di Roma progettata da Borromini

Sant’Ivo alla Sapienza sarà aperta gratuitamente nelle mattine dei giorni feriali, a partire dal 27 ottobre.

La chiesa romana di Sant’Ivo alla Sapienza, capolavoro dell’architettura barocca progettata da Francesco Borromini, riaprirà al pubblico il 27 ottobre dopo molti anni di chiusura.

La magnifica chiesa sorge all’interno del complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, che oggi ospita l’Archivio di Stato di Roma, ed è una delle opere più celebri del Borromini.

L’ex sede dell’Università La Sapienza si trova in Corso del Rinascimento 40, nel cuore storico della città, vicino al Senato italiano.

Negli ultimi anni la Soprintendenza Speciale di Roma ha curato il restauro del complesso progettato da Borromini tra il 1643 e il 1660 per La Sapienza.

Come visitare

Sant’Ivo alla Sapienza è visitabile gratuitamente – dal 27 ottobre – dal lunedì al venerdì, dalle 09.30 alle 13.30.
La riapertura è il frutto di una collaborazione tra l’Archivio di Stato, la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano (TCI).
I volontari del progetto Aperti per voi del TCI manterranno la chiesa aperta in modo continuativo, accoglieranno i visitatori e li guideranno nella chiesa e nel cortile.

Il disegno del Borromini

Borromini basò il suo design geometrico unico attorno all’angusto cortile del XVI secolo, progettato da Giacomo della Porta.
Nei suoi progetti utilizza superfici concave e convesse che presentano anche elementi decorativi legati ai tre papi sotto i quali fu costruito l’edificio.
Tra queste le api di Urbano VIII Barberini, la colomba di Innocenzo X Pamphili e le stelle di Alessandro VII Chigi.
Sant’Ivo è noto per la sua pianta a forma di stella a sei punte e la lanterna a spirale che corona la cupola, nonché per un interno caratterizzato da ampie curve e controcurve.

Chi era Francesco Borromini?

Nato nel 1599, Borromini era un architetto italo-svizzero la cui eredità a Roma continua ad affascinare tre secoli e mezzo dopo la sua morte nel 1667.
Il nome di Borromini è legato per sempre a quello del suo contemporaneo e grande rivale Bernini, e molti storici concordano sul fatto che questa feroce rivalità spinse entrambi gli architetti ai limiti del loro genio.
Sebbene i loro stili differissero – Borromini era più innovativo e modesto del trionfante Bernini – tra loro aprirono la strada all’architettura barocca romana.
Figura depressa dal carattere instabile, Borromini morì suicida a Roma all’età di 67 anni. È sepolto nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini in Via Acciaoli.