Roma sceglie Pirandello Sei personaggi in cerca d’autore per rilanciare il teatro dove lo spettacolo ha ricevuto una famigerata reazione da parte del pubblico.
Lo storico Teatro Valle di Roma riaprirà al pubblico venerdì 16 ottobre dopo una chiusura prolungata e un ampio restauro, ha confermato la città.
Il teatro rilancerà con una produzione tratta da Luigi Pirandello Sei personaggi in cerca d’autorelo stesso spettacolo che ebbe la sua prima mondiale su quello stesso palco il 9 maggio 1921.
La città ha salutato l’imminente riapertura, dopo 16 anni, come “un evento di straordinario significato civico, politico e artistico”.
La disastrosa prima di Pirandello
Sei personaggi in cerca d’autore “non fu l’unica opera ad essere presentata in anteprima al Valle” – ha detto ai giornalisti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri all’inizio di quest’anno – “ma il 9 maggio 1921 ciò che accadde lì fu contemporaneamente uno dei più grandi fallimenti teatrali del suo tempo e la prima rappresentazione di un capolavoro. Ci piaceva l’idea di iniziare il nostro programma con quell’opera.”
La riapertura sarà inaugurata da Francesco Piccolo con La sera della prima… Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, uno spettacolo che secondo la città riporterà il pubblico in “una serata tumultuosa che ha cambiato per sempre la scena teatrale globale”.
L’opera assurda e innovativa di Pirandello esplora il confine labile tra realtà e finzione presentando sei personaggi drammatici incompiuti che interrompono una prova teatrale, chiedendo che la loro tragica storia venga rappresentata.
La trama poco ortodossa stupì e confuse il primo pubblico del Teatro Valle, portando notoriamente al grido di “manicomio” (manicomio) dagli spettatori in rivolta.
Tuttavia alla fine del 1921 lo spettacolo incantò pubblico e critica a Milano, portando a produzioni di successo a Londra, New York, Parigi, Berlino e Vienna.
Nella prossima produzione che celebrerà la riapertura, Piccolo ricostruirà “le reazioni di Pirandello, della critica e del pubblico, esplorando l’impatto di un’opera imprevedibile nata dal profondo dell’esistenza dell’autore e concepita nell’intimità del suo processo creativo”, ha affermato la città.
Storia del teatro
Il Teatro Valle, definito dalla città il teatro moderno più antico d’Europa, risale al 1726 e fu commissionato dalla famiglia Capranica.
È stato progettato dall’architetto Tommaso Morelli, con i suoi interni ed esterni successivamente ridisegnati nel XIX secolo da noti architetti italiani tra cui Valadier e Salvi.
Nel corso di tre secoli ha ospitato numerose prime assolute, tra cui quella di Rossini Demetrio e Polibio nel 1812.
Una lunga strada per il ritorno
L’ex teatro dell’opera vicino a Piazza Navona ha chiuso i battenti nel 2010 per poi essere occupato per tre anni, da giugno 2011 ad agosto 2014, a causa delle voci che lo volevano privatizzato.
Inizialmente l’occupazione attirò nomi di alto profilo del cinema e del teatro italiano, tra cui Roberto Benigni, Nanni Moretti e Toni Servillo, nonché il leggendario regista e drammaturgo britannico Peter Brook, tutti schierati sotto lo slogan che la Valle era un tesoro pubblico da non consegnare a interessi privati.
Nel corso del tempo, tuttavia, l’occupazione si è deteriorata da un vivace spazio culturale a uno squat residenziale informale, spingendo infine la città a rivendicare l’edificio per motivi di sicurezza.
Il motivo immediato della chiusura era stata l’abolizione nel 2010 dell’ETI, l’Ente Teatrale Italiano, che in precedenza gestiva la programmazione del locale.
Restauro
Successivamente la città e il Teatro Stabile di Roma hanno avviato un lungo restauro: il foyer è stato completato nel 2022, ma il palco e l’auditorium hanno richiesto molti più lavori.
“È stato uno sforzo impegnativo, con vincoli molto complessi” – aveva detto Gualtieri a maggio – “Un impegno gigantesco anche dal punto di vista economico: 11 milioni di euro prelevati interamente dalle risorse del Comune di Roma”.
Una volta riportato al suo antico splendore, il Teatro Valle diventerà la quarta sede del circuito del Teatro di Roma, accanto al Teatro Argentina, al Teatro India e al Teatro Torlonia.
La tanto attesa riapertura, dopo quasi due decenni di interruzioni e ritardi, segnerà il ritorno del pubblico su un palcoscenico che è stato al centro della vita teatrale romana per 300 anni.