Il governo Meloni diventa il governo più longevo d’Italia

Il 4 settembre Meloni festeggerà 1.413 giorni al potere, superando il secondo governo Berlusconi e diventando il primo ministro in carica più longevo da quando l’Italia divenne una repubblica 80 anni fa.

Venerdì il governo di Giorgia Meloni diventerà il più longevo della storia della Repubblica italiana, raggiungendo i 1.413 giorni in carica, superando il secondo governo di Silvio Berlusconi, in carica dal giugno 2001 all’aprile 2005.La Meloni è entrata in carica il 22 ottobre 2022 come prima donna primo ministro italiano, guidando una coalizione di destra del suo partito Fratelli d’Italia insieme alla Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Antonio Tajani.

Strada facendo, il suo governo ha già superato quelli di Matteo Renzi, primo esecutivo di Bettino Craxi e quarto governo di Berlusconi, diventando il secondo governo più longevo negli ottant’anni di storia della Repubblica, un traguardo raggiunto a maggio.

Il suo partito segna il record con una manifestazione nazionale nella città portuale meridionale di Bari il 4 settembre, all’insegna dello slogan “il governo più stabile, l’Italia più forte: quattro anni di impegno per la nazione”. I vicepremier Tajani e Salvini parleranno (probabilmente in videolink) insieme alla Meloni, con migliaia di sostenitori del partito attesi da tutto il Paese.

Stabilità come messaggio politico

Dal 1946 l’Italia ha avuto 68 governi, con una durata media dell’amministrazione inferiore a 18 mesi, rovinata dal collasso della coalizione, dai voti di fiducia e dalle divisioni interne.

La Meloni ha ripetutamente definito la durabilità stessa del suo governo come un risultato politico, sostenendo che ha dato all’Italia qualcosa di raro: una stabilità sostenuta. Questo messaggio è alla base di due dei suoi progetti di riforma più importanti, ancora incompiuti: il premiatouna modifica costituzionale per introdurre un primo ministro eletto direttamente e una nuova legge elettorale nota come stabilicum.

Fonti governative indicano il calo dei costi di finanziamento e il taglio del rapporto deficit/PIL dall’8% a poco più del 3%, come risultati tangibili di tale stabilità. Meloni cita anche livelli record di occupazione e indica la riduzione delle traversate del Mediterraneo come risultati chiave.

Un percorso turbolento

Il percorso verso il record non è stato privo di sconvolgimenti. Il primo decreto del governo, emanato a pochi giorni dall’insediamento, prendeva di mira i rave illegali e inaspriva le norme contro la criminalità organizzata, prefigurando una serie di misure di sicurezza che attirarono le critiche dell’opposizione, così come l’abolizione del reddito di cittadinanza regime di sostegno al reddito e abuso dei reati d’ufficio.

A marzo, il governo si è trovato di fronte ad una grave debacle quando la sconfitta di un referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha prodotto diversi giorni di discussione interna ai più alti livelli dell’esecutivo sulla possibilità di indire elezioni anticipate. La Meloni ha scelto di riorganizzarsi piuttosto che giocare d’azzardo.

Si sono dimesse la ministra del Turismo Daniela Santanchè, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nel 2024 l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano si dimette in seguito a uno scandalo, mentre Raffaele Fitto parte per Bruxelles per assumere il ruolo di vicepresidente della Commissione Ue per la Coesione e le Riforme.

Tensioni e critiche

Ci sono state anche tensioni con il governo israeliano per la guerra a Gaza, che ha alimentato proteste filo-palestinesi in tutta Italia, insieme a ripetuti attriti con la magistratura, in particolare sull’affare Almasri, e, più recentemente, nell’evoluzione del rapporto della Meloni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, teso dopo che l’Italia ha rifiutato di sostenere gli attacchi americani contro l’Iran.

In vista del traguardo di venerdì, Tito Boeri, economista dell’Università Bocconi di Milano, ha affermato che il governo Meloni ha “cercato innanzitutto di sopravvivere” “facendo il meno possibile”.

Mentre il Paese si prepara alle elezioni del 2027, il primo ministro deve affrontare anche una crescente minaccia da parte dell’ex generale dell’esercito Roberto Vannacci, il cui partito di estrema destra Futuro Nazionale ha recentemente superato Forza Italia diventando il quarto partito politico più popolare in Italia.

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